Colonia abusi sessuali sulle donne: ‘Focus’ e ‘Bild’ smentiscono il capo della polizia Albers

Otto giorni dopo la notte di San Silvestro, il caso delle violenze e degli assalti contro donne davanti alla stazione di Colonia assume dimensioni sempre più gravi. Allo stesso tempo la diffusione di nuovi importanti elementi a distanza di molti giorni fa aumentare nei tedeschi la sensazione di sconcerto: le informazioni sulla notte che ha sconvolto la quarta città della Germania sono state contraddittorie, e qualche testa sembra ormai destinata a saltare.

La prima sorpresa della giornata riguarda i fermati: le testate Bild e Focus sono entrate in possesso di parti del rapporto firmato il 2 gennaio dal caposquadra della polizia locale responsabile la notte di San Silvestro. «Durante l’esecuzione dei fermi», si legge, «si è potuto stabilire che la maggior parte delle persone era in possesso solo di certificati di registrazione emessi dall’Agenzia federale per i migranti e rifugiati (Bamf)»

. Traduzione: molti degli aggressori erano profughi. Una grande smentita per il capo della polizia di Colonia, Wolfgang Albers secondo cui gran parte degli assalitori non erano rifugiati bensì «volti noti» dalla polizia, delinquenti abituali, «in gran parte di apparente origine araba o nordafricana». La seconda conseguenza è politica: i rifugiati non sono solo una «risorsa» perla Germania in calo demografico, come ribadito da Angela Merkel nel messaggio di auguri televisivo di fine anno, ma possono anche rappresentare un problema di ordine pubblico.

Nello stesso rapporto si legge ancora che uno dei fermati si sarebbe fatto beffe dei poliziotti dicendo: «Non mi potete arrestare, mi dovete trattare amichevolmente: è stata Frau Merkel a invitarmi». Un altro avrebbe invece strappato il documento del Bamf, «tanto me lo rifanno quando voglio». Peggio ancora sarà per la cancelliera se verrà dimostrato che gli assalti contemporanei contro le donne a Colonia, Amburgo, Francoforte e Stoccarda non sono una sfortunata coincidenza ma il risultato di un piano per destabilizzare l’ordine pubblico con manodopera d’importazione.

Responsabile della politica di accoglienza senza limiti, Merkel dovrà assumersi l’onere politico di una massiccia presenza di richiedenti-asilo in Germania. Intanto la leader cristiano-democratica ha affermato che quanto visto a Colonia le è «insopportabile anche personalmente» e che è tempo di lavorare a politiche «rigorose» per l’espulsione dei rifugiati che non rispettano la legge.

Nel frattempo Armin Laschet, numero due dello stesso partito di Merkel, ha chiesto le dimissioni di Albers ritenendo – lo «responsabile della scarsità di personale», dato che i poliziotti di Colonia sono stati sopraffatti dai violenti. Inoltre, «nonostante le numerose testimonianze oculari, il capo della polizia si è reso conto dei terribili incidenti solo alcuni giorni dopo».

Anche ad ottobre del 2014,ha ancora ricordato il numero due della Cdu, Albers sbagliò a valutare la pericolosità di una manifestazione di hooligan che finì con veicoli ribaltati e poliziotti feriti. Lanotte di Capodanno è stata davvero pericolosa: lo si ricava sia dal numero delle denunce per furti e molestie in crescita da giorni – sono arrivate a quota 121 – sia perché lo stesso rapporto della polizia descrive «una situazione caotica e vergognosa», con lanci di petardi e di bottiglie sui passanti e sugli stessi poliziotti; solo per poco, concludono gli estensori del documento, non c’è scappato il morto.

Laschet se la prende anche con il ministro degli Interni del Nord Reno-Westfalia, il socialdemocratico Ralf Jager, definendo «intollerabile» la presenza in quel Land di zone «nogo», sottratte al controllo dello Stato. Il pugno duro del duo Merkel-Laschet non basta a rassicurare gli animi: l’atmosfera a Colonia resta tesa e i tour operator registrano le rinunce di tanti turisti che avevano prenotato un soggiorno in città in occasione dell’imminente Carnevale, uno dei più amati in Germania.

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