Colpo alla Sacra Corona Unita, 58 arresti di affiliati nel Brindisino

Cinquantotto presunti affiliati alla SCU, la Sacra corona unita arrestati in un’operazione dei carabinieri di Brindisi avviata nella notte e conclusa all’alba. Le accuse riguardano reati di associazione mafiosa, concorso in omicidio, traffico illecito di sostanze stupefacenti, porto e detenzione illegali di arma da fuoco, nonché spaccio di sostanze stupefacenti. Il provvedimento restrittivo è statorichiesto dal pm Alberto Santacatterina della Dda di Lecce, edisposto dal gip Vincenzo Brancato.

Durante le indagini, svolte dai Carabinieri di Brindisi, sono state intercettate frasi connesse ai riti di affiliazione alla Sacra Corona Unita. Questo maxi arresto ha dato dunque dato un ulteriore duro colpo alla già frammentata e disomogenea associazione malavitosa.

I carabinieri di Brindisi nella giornata di ieri ed esattamente all’alba, pare abbiano eseguito un’ordinanza di custodia cautelare a carico di 58 persone, risultati tutti affiliati alla Sacra Corona unita e operativi nel Brindisino.L’operazione ha visto impegnati oltre 100 uomini della Direzione Investigativa Antimafia di Lecce; il provvedimento, invece, sembra essere stato richiesto dal pubblico ministero Alberto Santacatterina e disposto dal giudice per le indagini preliminari Vincenzo Brancato.

 E’ questo quanto diffuso nel corso della giornata di ieri, e stando a quanto è emerso tutte e 58 persone sono accusate di associazione mafiosa, concorso in omicidio, traffico illecito di sostanze stupefacenti, porto e detenzione illegali di arma da fuoco e spaccio di sostanze stupefacenti. Intervenuto il colonnello Nicola Conforti, il comandante provinciale di Brindisi, il quale ha dichiarato: “Sono oltre 250 i carabinieri, sia di Brindisi che delle altre province della Puglia, impiegati nell’operazione. L’indagine è stata avviata all’indomani dell’omicidio di Antonio Presta, il 5 settembre 2012”. Secondo quanto aggiunto dal colonnello Nicola Conforti, sembra che non è stato identificato solo uno dei due autori materiali dell’omicidio, ma è stato individuato il movente delineato l’organigramma, della frangia Mesagnese, emergente della Sacra Corona Unita.

 L’indagine sembra seguire due precedenti operazioni “Augusta” e “Network”, e vede al centro delle indagini il gruppo Vernel, ovvero quello che sembra girare attorno ad Andrea Leo di Vernole. Sembra, inoltre, che tra gli episodi contestati vi sia anche l’omicidio di Antonio Presta, ovvero il figlio di Gianfranco, collaboratore di giustizia ucciso a San Donaci il 5 settembre del 2012; l’uomo venne colpito da una scarica di proiettili e poi morì in seguito alle percosse alla testa inferte con il calcio di un fucile. Il motivo? Dividersi il territorio. Subito dopo questo episodio, sembra che la criminalità organizzata abbia messo a punto un nuovo agguato, piazzando una bomba alla casa del maresciallo dei carabinieri che si stava interessando a qualcosa alla quale non doveva non avrebbe dovuto neanche avvicinarsi. Secondo quanto riferito dagli inquirenti, a sparare contro Antonio Presta pare sia stato Carlo Solazzo, che aveva individuato nella vittima l’autore di un incendio ai danni della propria abitazione. Nel corso dell’inchiesta, pare siano state sequestrate anche numerose armi in dotazione dei sodali.

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