La cannabis terapeutica per Renzi non è più reato

La delega scadeva domani.Eilgoverno, seppurin extremis,l’ha esercitata. Idue decreti legislativi messi a punto dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando, su depenalizzazione e abrogazione dei reati minori, i cui schemi erano già stati approvati a novembre, hanno ottenutoilvialibera definitivo da parte del consiglio dei ministri. La contestata cancellazione del reato di immigrazione clandestina, come previsto, non c’è.

Il governo, nonostante la moral suasion del Guardasigilli, ha rinviato la pratica a data da destinarsi.Probabile che Palazzo Chigi torni alla carica quando si tratterà di affrontare il nodo della revisione dei procedimenti di verifica dello status e del diritto di asilo. C’è, invece,la sforbiciata alcodice penale e alle leggi speciali: sia con la trasformazione dialcuni reati in semplici illeciti amministrativi, sia con la diretta abolizione di altri delitti. Nel primo caso, fanno sapere dal ministero della Giustizia, «vengono depenalizzati tutti i reati per i quali è prevista la sola pena della multa o dell’ammenda».

Nella lista ci sono, tra gli altri, la guida senza patente, gli atti, gli spettacoli e le pubblicazioni oscene, l’abuso della credulità popolare, l’omesso versamento delle ritenute previdenziali non oltrei 10mila euro e, soprattutto, la violazione delle prescrizioni in merito alla coltivazione e produzione di cannabis. «Non c’è nessuna depenalizzazione della cannabis», sgombra il campo dai dubbi Beatrice Lorenzin. Il ministro della Salute traccia il perimetro dell’intervento: «Si sono soltanto depenalizzate alcune prescrizioni per l’impianto che produce la cannabis, come l’Istituto farmaceutico militare, a titolo terapeutico».

Spiega Lorenzin: «L’aspetto penale sarebbe stato d’intralcio. Meglio essere rigorosi subito e far pagare un’ammenda pesante. Se non viene ripristinata la corretta procedura, l’autorizzazione è revocata e l’impianto chiuso». La sostituzione della pena di un anno di reclusione con una sanzione che oscillerà da 5mila a 30mila euro, dunque, riguarderà solo chi è già autorizzato – istituti universitari e laboratori pubblici – alla coltivazione della canapa indiana per fini terapeutici o di ricerca eviolile prescrizioni.Far crescere una pianta di cannabis sul balcone di casa resterà reato.

La stessa sanzione amministrativa, unita alla confisca del veicolo, interesserà chi viene pizzicato in automobile senza la patente (ad eccezione dei casi di recidiva e se la guida senza permesso causa un incidente stradale).Dalla depenalizzazione restano esclusi i reatiche «attengono alle normative su salutee sicurezza nei luoghi di lavoro, ambiente, territorio e paesaggio, sicurezza pubblica, giochid’azzardo e scommesse,armi, elezioni e finanziamento ai partiti».

L’abrogazione, invece, riguarda reati come l’ingiuria, il furto del bene da parte de lcomproprietario, l’uso di scritture private falsificate, l’appropriazione di cose smarrite e i casi lievi di contrabbando di tabacchi. Per questiilleciti, la sanzione penalelascia spazio a quella pecuniaria, che sarà compresa tra i 100 e gli 8mila euro (che diventano il doppio per l’uso di scritture private falsificate). Esclusi dall’intervento i «reati di occupazione di beni immobili privati, che presentano un’offensività elevata». Soddisfatto Orlando: «La depenalizzazione di alcuni reati diminuirà i fascicoli e soprattutto renderà più certa la sanzione: tra prescrizione, mancati pagamenti e farraginosità processuali spesso troviamo allafine del percorso più l’impunità che la certezza».

Non mancano, però, le voci contrarie. Nel mirino ci sono soprattutto la depenalizzazione della guida senza patente e l’intervento, seppur perla coltivazione a scopo terapeutico, sulla cannabis. «Renzi con una manointroduceil reato di omicidio stradale, con l’altra riduce a una banale sanzione la pena per chi si mette alla guida senza patente», attacca Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia. Sul tema esprime «perplessità» anche l’Associazione nazionale forense. Per Fratelli d’Italia, poi,quella sulla cannabisha tuttal’aria diuna «legalizzazione mascherata», visto che: «ifarmaci a base di cannabinoidi sono già legali dal 2013. Nonè chiaro dunquecosa siceli dietro questa ulteriore depenalizzazione». L’Associazione nazionale magistrati, invece, applaude a «sanzioni più adeguate rispetto a comportamenti che, comunque, restano vietati».

Sarà in discussione oggi in consiglio dei ministri la depenalizzazione riguardante la coltivazione della cannabis ma limitatamente all’uso terapeutico e dietro specifica autorizzazione.
Dopo che da diversi anni in molte nazioni si usano farmaci a base di cannabis per curare diverse malattie, anche in Italia, la coltivazione non sarà più un reato, ma esclusivamente per le aziende che saranno autorizzate specificamente a coltivare a questo scopo.

Non si illudano, quindi i vecchi e nuovi “figli dei fiori”, affezionati della “Marianna”: coltivare anche solo una piantina di cannabis continuerà a essere un reato. Il provvedimento in esame, tende, quindi, ad allineare la normativa legale del nostro Paese a quello di altri , come, ad esempio, gli Stati Uniti o altri Paesi del vecchio continente.

Ricordiamo che il codice penale prevede che, a seguito di processo per la coltivazione anche di una singola piantina di cannabis, a scopo terapeutico oppure no, al colpevole venga comminata la pena detentiva di un anno e una pesante sanzione economica.

Nuove ed importanti novità sono in arrivo riguardo la coltivazione della cannabis. Nella giornata di oggi il Consiglio dei ministro affronterà il provvedimento contenuto in un pacchetto più ampio di norme votate già nel 2014. La coltivazione della Cannabis si avvia alla depenalizzazione; nello specifico i reati relativi al regime autorizzatorio per la coltivazione della cannabis terapeutica passeranno da illeciti penali ad amministrativi. Ciò non vuol dire che il governo sia pronto ad aprire alla liberalizzazione della cannabis ma soltanto di una misura rivolta essenzialmente a tutti quei soggetti autorizzati alla coltivazione della cannabis per uso terapeutico.

Al momento ,comunque, coltivare cannabis in grandi quantità comporta sempre un reato penale e prevede dunque un processo che si conclude con una pena detentiva commutabile poi in una sanzione pecuniaria. Nello specifico coloro i quali verranno sorpresi a coltivare anche solo una piantina di cannabis , fosse solo a scopo terapeutico, saranno arrestati e rischieranno il carcere fino ad un anno e la multa da uno a 4 milioni di euro. Il Governo vuole che il provvedimento di depenalizzazione per la cannabis ad uso terapeutico vada avanti perchè ritiene che nei tribunali vi siano troppe cause legate alla coltivazione di cannabis ed in generale di droghe leggere e questo non fa altro che bloccare il lavoro dei tribunali italiani.

“Non si tratta di depenalizzare il reato per chi coltiva l’erba in terrazzo ma di rendere reato amministrativo quello che oggi è reato penale e che riguarda solo chi, avendo ottenuto l’autorizzazione alla coltivazione a scopo terapeutico, viola quella prescrizione”, ha spiegato il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, riguardo la volontà di depenalizzare la coltivazione della marijuana.

La depenalizzazione prevede che il reato venga abrogato e trasformato in semplice sanzione pecuniaria. Nel pacchetto delle depenalizzazioni, rientrano anche la guida senza patente, atti osceni in luogo pubblico, disturbo della quiete pubblica ed immigrazione clandestina.Riguardo la guida senza patente, chiunque verrò sorpreso a guidare senza patente appunto non sarà più sottoposto a processo penale ma sarà costretto a versare un’ammenda che va dai 5.000 ai 30.000 euro; qualora nel giro di due anni, il trasgressore viene fermato una seconda volta sarà arrestato.

Chi verrà trovato, invece, alla guida con la patente non in regola sarà soggetto subito al fermo e confisca amministrativa del mezzo e costretto al pagamento di una multa ben più salata. Per quanto riguarda invece il reato di disturbo della quiete pubblica, coloro i quali saranno sorpresi disturbare mediante schiamazzi o rumori, abusare di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche il riposo o l’occupazioni delle persone verranno puniti con una multa che va dai 309 euro fino a tre mesi di carcere. Il Cdm di domani, salvo imprevisti, non dovrebbe invece esaminare i decreti legislativi sulla riforma della pubblica amministrazione, così come la riforma delle Bcc.

In particolare il Governo, dietro placet del ministro della giustizia Andrea Orlando ha deciso di introdurre la depenalizzazione per chi coltiverà lacannabis, quindi questo non sarà considerato più reato penale, ma porterà solo al pagamento di una multa da parte di coloro che si renderanno protagonisti di questi comportamenti. Il decreto legislativo che il governo si appresta ad emanare per esercitare la delega che gli è stata data dal Parlamento riguarda chi, autorizzato a coltivarla per uso terapeutico, ne viola le prescrizioni cui l’autorizzazione è subordinata. La novità arriva domani in Consiglio dei ministri e, salvo resistenza degli alfaniani, potrebbe modificare la normativa sulla coltivazione e l’uso della marijuana.

Nella discussione di oggi in preconsiglio, invece, è stato scelto di rimandare ladepenalizzazione del reato di immigrazione clandestina a un pacchetto ad hoc di prossima stesura.

Cannabis, depenalizzazione in Cdm – TGCOM: 17:02 – Saranno sul tavolo del Consiglio dei ministri di venerdì le misure di depenalizzazione che riguardano la cannabis: passano da illecito penale a illecito amministrativo le violazioni delle regole ad opera di soggetti autorizzati a coltivare la… Fuori da questo contesto, coltivare cannabis in grandi quantità resterà reato. Attualmente, la sanzione prevista dal codice della strada per la guida senza patente va da 2.257 a 9.032 euro, e deve essere comminata da un giudice con un processo. E spesso va tutto in fumo causa prescrizione. Resta inoltre la sanzione penale in caso di recidiva. L’idea è invece che il rischio di pagare somme molto più alte sia un deterrente più efficace del tribunale.

Benedetto Della Vedova, promotore del gruppo interparlamentare per la legalizzazione della cannabis, si è detto fiducioso: «Molti giornali hanno preso una cantonata- ha detto- spinti anche da alcuni partiti che appena sentono parlare di cannabis vedono rosso e partono alla carica anche senza sapere cosa si dice veramente. La depenalizzazione in questione riguarda la coltivazione di marijuana, ad opera di soggetti autorizzati, per fini scientifici e terapeutici. Insomma, chi ha una regolare autorizzazione e infrange qualche direttiva dovrà pagare una multa pecuniaria. Coltivare, senza autorizzazione, la cannabis è ancora illegale».

E ancora: «Noi vogliamo non solo la depenalizzazione, ma anche la legalizzazione e vogliamo arrivarci passando dalla porta principale con un voto in Parlamento. Credo che la Camera approverà, sono fiducioso».

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