Comuni: +22% di tasse a causa dei tagli del governo

Dal 2011 ad oggi i Comuni hanno aumentato la pressione fiscale del 22% per far fronte ai tagli del governo. Lo scrive la Corte dei Conti, puntando il dito sugli esecutivi che si sono succeduti negli ultimi anni: diminuendo i finanziamenti agli enti locali, li si è costretti ad aumentare le tasse nei confronti dei cittadini. Tra il 2010 e il 2014, evidenzia la Corte dei Conti, i governi hanno tagliato 8 miliardi di euro ai comuni, compensati da “incremento progressivo nella pressione fiscale” locale, passata dai 505,5 euro del 2011 ai 618,4 euro pro capite del 2014.

Il bilancio è contenuto nella relazione sulla finanza locale della Corte dei Conti, che sottolinea come “i livelli massimi di riscossione tributaria” siano nei Comuni con più di 250mila abitanti, dove si arriva anche agli 881,94 euro pro capite. Una notizia che giunge all’indomani degli impietosi dati Istat sulla disoccupazione record a giugno 2015.

Si difende il premier Matteo Renzi, che fa subito una promessa agli italiani: “I soldi in meno della Tasi/Imu saranno restituiti integralmente ai Comuni”. Parlando all’Unità, rinato quotidiano vicino al PD, il presidente del consiglio aggiunge:

Smettere di tassare la prima casa è giusto e anche equo in un Paese dove l’81% degli italiani ha sudato per acquistarsi un’abitazione. Le liti interne al Partito Democratico? Questi atteggiamenti di pochi parlamentari feriscono l’intera comunità del Pd, ma nessuna espulsione, per carità. Andiamo avanti.

One Reply to “Comuni: +22% di tasse a causa dei tagli del governo”

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *