Concorso per il dottorato di psicologia all’Università di Caserta: l’ennesima farsa italica

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imagesLunedì 25 e martedì 26 marzo si è svolto il concorso per il dottorato di ricerca in psicologia all’Università di Caserta: il primo giorno era in programma la prova scritta ed il secondo la prova orale. Tuttavia a 12 candidati su 18 che si sono presentati è stata fatta una bruttissima sorpresa: non sono stati ammessi al concorso, dopo aver pagato la bellezza di 50 euro. Non è stato un pesce d’aprile anticipato, ma procediamo con ordine e cerchiamo di costruire questa grottesca vicenda, che purtroppo in Italia è diventata una prassi comune.

Il bando di concorso richiedeva l’invio della tesi più altri eventuali titoli attinenti al dottorato. Tutto questo materiale avrebbe fornito una valutazione in termini di punteggio, da cui sarebbero partiti i candidati per il voto finale. Tuttavia non è stata affissa nessuna graduatoria nè all’interno dell’università nè tantomeno sul sito. Ma attenzione: il bando prevedeva che questo punteggio era solo un punto di partenza, e non rappresentava una prerogativa per essere ammessi. Per dirla in poche parole non veniva indicato il punteggio minimo da raggiungere e tutti avrebbero comunque dovuto partecipare alla prova.

Una volta arrivati all’Università i candidati sono stati “rimbalzati” poichè, secondo quanto riferito dai membri della Commissione, non avrebbero raggiunto il punteggio minimo, di cui nessuno era a conoscenza. Dinanzi alle proteste dei candidati, che hanno minacciato di chiamare le forze dell’ordine, i membri della Commissione hanno comunicato che il punteggio minimo era di 12, e quello delle persone non ammesse oscillava tra i 10 e gli 11 punti. Inoltre questa fantomatica graduatoria sarebbe stata comunicata ai candidati una settimana prima, però sul sito non c’è assolutamente traccia. Ma come già detto non c’era nessuna graduatoria a confermarlo, che invece per legge dovrebbe essere pubblicata essendo un concorso pubblico.

Morale della favola: 12 persone su 18 non hanno potuto partecipare al concorso per non aver raggiunto il punteggio minimo di ammissione, che in realtà era solo un punto di partenza; questi candidati hanno comunque pagato 50 euro, e quindi l’Università si è intascata la bellezza di 600 euro puliti puliti; sono state ammesse solo 6 persone su 18, e guarda caso i posti disponibili erano soltanto 4. Qualche idea? Benvenuti in Italia, paese di poeti, santi, raccomandati e truffatori.