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Unioni civili: Costa avverte i giudici sulle adozioni Cirinnà: sbaglia, applicano la legge

monica_cirinnà_675Non è bastato il varo della legge per spegnere la polemica sulle unioni civili. Anzi, sulla sua interpretazione e applicazione è scontro anche all’interno della maggioranza. Ieri è stato il ministro degli Affari regionali con delega alla famiglia Enrico Costa a mandare un messaggio esplicito ai giudici ma anche indirettamente ai suoi colleghi di schieramento del Pd che avevano ipotizzato modifiche alla legge sulle adozioni: «Sia chiaro che non può rientrare dalla finestra quello che è uscito dalla porta: in tema di step-child adoption fino ad oggi la giurisprudenza ha dato delle interpretazioni colmando un vuoto normativo. Ora quel vuoto non c’è più, c’è una norma chiara che esclude la step-child, a maggior ragione alla luce dei lavori parlamentari e quindi mi attendo di vedere chiusa una fase di interpretazione creativa».

L’affondo del ministro Ncd è rivolto a quei presidenti di tribunale che nelle ultime settimane hanno di fatto concesso l’adozione al partner dello stesso sesso del genitore naturale, ricorrendo all’articolo della legge sulle adozioni che prevede «casi particolari» in cui si possa adottare anche senza possedere i requisiti stabiliti, primo fra tutti quello del matrimonio. «Verdetti» che secondo il ministro appaiono, appunto, «creativi».
Non ci sta Monica Cirinnà, senatrice pd e «mamma» della legge: «Non c’è alcuna giurisprudenza creativa, c’è la giurisprudenza che ritiene punto di partenza la tutela del minore. Così, davanti alla scelta del legislatore di non decidere, si continua ad applicare la norma esistente che è la legge sulle adozioni, richiamata esplicitamente al punto 20 del maxi emendamento del governo».

Il «punto 20» recita espressamente: «Resta fermo quanto previsto e consentito in materia di adozione dalle norme vigenti», interpretato dalla Cirinnà come la possibilità di concedere la stepchild adoption per tutelare i bambini, mentre da Costa come mero riconoscimento delle adozioni già stabilite in passato, ma non come possibilità di concederne di nuove.
E proprio la senatrice pd ha denunciato che nel corso di un dibattito a Serapo, vicino Gaeta, nella sala hanno fatto irruzione 12 neofascisti con giubbotti mimetici conosciuti come appartenenti a Forza Nuova, che hanno srotolato uno striscione e urlato slogan contro Cirinnà e la legge sulle unioni civili.

Insomma, il caso c’è tutto e per l’azzurro Maurizio Gasparri è vero che la legge sulle unioni «apre la strada ad una moltiplicazione delle sentenze creative in materia di adozioni gay». Motivo per cui bisognerà battersi per un referendum abrogativo «non di tutta ma di alcune parti della legge». In ogni caso, nella maggioranza l’area cattolica fa muro: «Il tema delle adozioni per le coppie omosessuali, ora che le unioni civili sono state definitivamente regolate, rappresenta un capitolo chiuso», avverte Renato Schi- fani, capogruppo al Senato di Area popolare. E aggiunge: «Concentriamoci, adesso, ed impegniamo il Parlamento nei restanti anni di legislatura sulle questioni urgenti».

In seguito all’approvazione della legge sulle unioni civili definita dal ministro per le Riforme Maria Elena Boschi una “legge giusta, un momento in cui abbiamo sentito di aver fatto la nostra parte per cambiare la vita della gente” ecco che, un altro tema piuttosto dibattuto e sul quale, nelle ultime ore, si è tornati a discutere, è proprio quello che riguarda le stepchild adoption e a proposito di tale argomento ecco che sono stati davvero in molti ad esprimere il loro personale pensiero sulla questione.

Tra questi vi troviamo ad esempio proprio il ministro per gli Affari regionali con delega alla Famiglia, Enrico Costa, il quale al Forum delle associazioni familiari ha nello specifico dichiarato “Sia chiaro che non può rientrare dalla finestra quello che è uscito dalla porta: in tema di stepchild adoption fino a oggi la giurisprudenza ha dato delle interpretazioni colmando un vuoto normativo”. Enrico Costa ha poi proseguito il suo lungo intervento sulla delicatissima questione relativa alle stepchild adoption affermando che, proprio quel vuoto normativo di cui aveva precedentemente parlato adesso non esiste più ma che al contrario esiste una norma piuttosto chiara che assolutamente va ad escludere le stepchild adoption motivo per il quale, procede Costa “mi attendo di vedere chiusa una fase di interpretazione creativa”.

Non ha tardato ad arrivare la replica a tali parole proprio da parte della senatrice Monica Cirinnà, colei che ha proprio dato il nome alla legge sulle unioni civili, la quale nel corso di un’intervista rilasciata all’ANSA ha nello specifico dichiarato “Non è così, non c’è alcuna giurisprudenza creativa, c’è la giurisprudenza che, davanti alla scelta del legislatore di non decidere, continua ad applicare la norma esistente che è la legge sulle adozioni che è richiamata esplicitamente al punto 20 del maxi-emendamento del governo il quale dice che ”resta fermo quanto previsto e consentito in materia di adozione dalle norme vigenti'”. Monica Cirinnà ha poi concluso il suo discorso affermando che i giudici continuano quindi ad “applicare le legge in materia di adozione che, per la stepchild, applica la lettera D, cioè che per le adozioni in casi particolari il punto di partenza è la tutela del minore”.

Le parole espresse da Monica Cirinnà testimoniano inoltre quello che è il forte stato di tensione vissuto all’interno del governo riguardo tale delicata materia difesa e sostenuta da tanti ma allo stesso tempo discussa e rifiutata da altri. Tra i tanti che si sono espressi sulle stepchild adoption vi troviamo anche Giuseppe Lauricella, deputato del Pd il quale ha dichiarato tutto ciò rischia di portare a delle pratiche considerate inaccettabili non solo eticamente ma anche socialmente, “soprattutto per mancanza di rispetto della condizione delle donne che prestano (o sono costrette a prestare) il loro corpo” sottolineando successivamente che la stepchild adoption non potrà essere introdotta nel sistema se prima non verrà affermato, tramite norma, che la maternità surrogata è un reato, un reato che andrà a colpire sia chi affitta l’utero ma anche chi commissionerà tale maternità surrogata.

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