Costa d’Avorio spari in hotel, assalto ai turisti 16 morti in spiaggia

I Prima di cominciare a correre, Jean ha fatto in tempo a vederne due: «Giovani, anzi giovanissimi, neri, con la mimetica, una cintura di bombe amano e kalashnikov, camminavano e sparavano, su chiunque, possibilmente bianco». Come sempre, hanno scelto bene i terroristi. Ieri hanno individuato Grand Bassam, l’antica capitale della costa d’Avorio, a una ventina di chilometri da Abidjan. Del passato coloniale restano edifici bellissimi e scrostati, l’Unesco li ha dichiarati patrimonio dell’umanità. Ma gli ivoriani ci vanno per la spiaggia, una lingua di sabbia di due chilometri. Dietro le palme, ci sono gli hotel, i più famosi del paese, l’Étoile du sud, Le Paillote, il Whard, il Koral Beach. Non sono soltanto gli alberghi degli «occidentali», sono il punto di ritrovo della domenica, l’approdo per sfuggire alla canicola della capitale. Ci vanno tutti, famiglie, giovani, e anche gli «expat», gli stranieri venuti in costa d’Avorio per lavoro, quasi tutti francesi e libanesi. Il commando puntava a loro, ma ha sparato a tutti.

LA PAURA ARRIVA DAL MARE Erano in tanti, probabilmente una decina. Secondo alcuni testimoni sono arrivati dalmare, su una barca: informazione da verificare. La spiaggia era piena, piene le piscine degli alberghi, pieni i tavolini sotto ai chioschi dei «maquis» i ristoranti popolari della spiaggia. Sono arrivati all’una di domenica: la giornata e il momento per ammazzare ilmassimo di persone. Hanno caricato e cominciato a fare strage. Davanti all’Etoile du sud, soprattutto, il quattro stelle più famoso, un falso coté coloniale, tanti bar. Un militare che si trovava lì ha raccontato a Le Monde: «Ordinavano alle persone di gridare Allah Akbar prima di ammazzarle». Qualcuno ha visto una bandiera: «Chi non ama Allahmuore».

IL VIDEO Il commando si divide, per attaccare alberghi diversi. Cercano di entrare all’Etoile du Sud, un video mostra la gente che scappa, corrono via dalla piscina, dai bar, chi si rinchiude nelle camere. Si parla di unapresa di ostaggi: due terroristi, forse di più, con almeno dieci persone. La tv pubblica della Costa d’Avorio tarda a dare la notizia, le informazioni arrivano da twitter e dai media francesi. Il governo emette con un comunicato un primo bilancio: dodici morti, cinque ivoriani, cinque stranieri, un bambino dimeno di cinque anni. Poi lo ritiradopouna ventina diminuti. I morti sono di più: quattordici civili, tra cui quattro europei, di questi un francese, poi sei terroristi e due militari. I feriti almeno cinquanta. È il bilancio ufficiale del tardo pomeriggio annunciato dal presidente Alessane Ouattara, ma i militari continuano a rastrellare la zona. Il primo comunicato del ministero dell’Interno dichiara che «sei terroristi sono statineutralizzati».

IL CONTEGGIO DELLE VITTIME Il bilancio potrebbe essere più grave. Il sito connexionivorienne.net parla di «almeno trenta morti», di un attacco durato «un’ora e mezzo», di vera e propria guerra con le forze di sicurezza, di un commando molto organizzato e con molte munizioni. La polizia non arriva subito, per almeno mezz’ora i terroristi sono andati a caccia delle loro vittime. Eugène Kakou, giornalista ivoriano, era sulla spiaggia: «Ero in acqua. Mi sono nascosto nei bagni pubblici. Sparavano senza fermarsi. È durata un’eternità, non c’era un poliziotto. Quando sono uscito una ragazza coperta di sangue gridava che avevano ammazzato il suo ragazzo». Lo stesso sito ivoriano annuncia che tra le vittime i francesi sono più di uno, forse addirittura quattro. E anche due libanesi. I corpi restano a lungo distesi sulla sabbia. Ci sono dispersi, tutti cercano qualcuno che era andato a passare la domenica al mare, a Bassam, come sempre. La parte vecchia della città, questa lingua di sabbia in cui si trova anche l’antico palazzo del governatore che si chiama quartier France, è isolata: viene chiuso il ponte che è l’unico collegamento con la città nuova. Si teme che qualche terroristapossa riuscire a fuggire,colpire più lontano.

L’OBIETTIVO Ieri i militari ivoriani, appoggiati da forze francesi, erano ancora in azione, quando è arrivata una rivendicazione diAl-Mourabitoune, gruppo diretto dall’algerino Mokhtar Belmokhtar e collegato a Aqmi, Al Qaeda nel Maghreb islamico. A Bassam, ieri c’erano molti americani. Quando sono arrivate le prime notizie di spari, si è pensato a un attacco contro gli Usa. Al momento dell’assalto sulla spiaggia, una delegazione americana accompagnata da un funzionario dell’Ambasciata era in visita alMuseo del Costume di Grand Bassam, che secondo diverse fonti i terroristihannocercato di raggiungere. Il gruppo è rimasto trincerato nel museo per tre ore. Anche altri turisti americani che si trovavano all’ Etoile du sud si sono salvati: con la loro guida Kader si sono rinchiusi per orenelle toilette dell’Hotel.

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