Craveri: “Mai stato in Parlamento ma prendo il vitalizio e non mi vergogno”

Piero Craveri difende il proprio vitalizio: “Non mi vergogno, vergognatevi voi”. È con questa frase che il nipote di Benedetto Croce, senatore con i Radicali solo per qualche giorno nel 1987 replica alle domane del giornalista Cruciani a ‘La Zanzara’. Non è il solo a dire la verità, perché ‘La Gabbia’ ha di recente portato in auge il caso di altri due parlamentari radicali Boneschi e Pezzana che dopo aver trascorso solo qualche ora in Parlamento ora percepiscono un vitalizio da oltre 2mila euro al mese.

Tornando a Craveri, scrive ‘Il Fatto Quotidiano’, diventò senatore il 2 luglio del 1987 e si dimise il 9 luglio su indicazione – dice il diretto interessato – di Marco Pannella senza aver mai messo piede in aula. Attualmente, percepisce un vitalizio da 2159 euro al mese: secondo alcuni calcoli avrebbe versato nelle casse dello stato circa 60mila euro, ricevendone fin qui in cambio 509mila.

Che volete che dica? Sono un beneficato dei vitalizi. Ho dato le dimissioni dopo pochi giorni perché Pannella mi fece dimettere. Me lo chiesero e l’ho fatto. Poi sulla base del regolamento – continua – è arrivata una lettera a casa in cui mi chiedevano se volevo versare i contributi come quelli dei senatori in carica. Li versai e successivamente mi è arrivato il vitalizio.

Incalzato da Cruciani, però, ad un certo punto Craveri perde le staffe:

Mi sono sempre occupato di politica e non sono il solo. E non mi vergogno di niente. Anzi, si vergogni lei. Cosa volete da me?.

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