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Cuccagna cinema: dallo Stato pioggia di milioni per i cinepanettoni

natale-beverly-hillsRidurre le pensioni d’oro? Non c’è la copertura. Reddito di cittadinanza? Non c’è la copertura. Aiuti alle scuole e alle famiglie? Non c’è la copertura. Ormai il ritornello è sempre lo stesso, eppure questo Governo riesce ad aumentare lo sovvenzioni alle scuole private, a consentire al Parlamento di spendere 2,5 milioni di euro in più per pesce e vini e ad elargire fior fior di quattrini a film mediocri. Ok aiutare la cultura, ma se vi dicessero che per produrre un film come “Una cella in due” con Maurizio Battista, Massimo Ceccherini ed Enzo Salvi i cittadini italiani hanno versato 250 mila euro delle loro tasse, ci credereste?

A rivelarlo è un interessante dossier pubblicato da ‘La Notizia’, che rivela come per i cinepanettoni ci siano sempre a disposizione una pioggia di soldi pubblici. Genitori e figli: agitare bene prima dell’uso” di Giovanni Veronesi, ad esempio, è costato allo Stato 1,1 milioni di euro, così come “Ex”. Il finanziamento viene giustificato affermando che i film in oggetto siano “di interesse culturale”. Altri esempi? L’ultimo film di Rocco Papaleo “Una piccola impresa meridionale” nel 2012 ha preso dalle casse dello Stato 650 mila euro, mentre 400 mila euro sono stati assegnati al film “Latin lover” di Cristina Comencini. Ancora 900 mila euro ad “Allacciate le cinture” (film di Ozpetek) e 300 mila al nuovo film di Carlo Verdone “Sotto una buona stella”.

Ad essere considerati di interesse culturale, però, non sono solo i lungometraggi, ma anche le cosiddette “opere prime e seconde”, spesso film che non vedranno mai le sale. Come “Leone nel basilico” di Leone Pompucci che nel 2010 ha ricevuto 800 mila euro; oppure “Non c’è problema” di Paolo Ruffini che nel 2011 ha ricevuto 150 mila euro; e ancora “Ricorda: il tuo secondo nome è libera” di Maria Cristina Leonetti o “L’estate sta finendo” di Stefano Tummolini.

E i regali pubblici non finiscono qui, perché oltre ai sussidi stanziati in pre-produzione, arrivano anche quelli a cui si accede a lavori già terminati e di cui godono autori e case di produzione. I soldi vengono distribuiti in base all’incasso l botteghino, quindi, vanno a confluire nelle casse di chi già sbanca, non andando affatto ad aiutare chi ne ha realmente bisogno. Dei 32 contributi assegnati nel 2012 sugli incassi a produttori (per un totale di oltre 19 milioni), il contributo più alto è andato alla Filmauro per “Natale a Beverly Hills” (2,3 milioni). Ecco dunque che i soldi non finiscono ai film realmente più interessanti culturalmente, ma a quelli che “vendono” di più.  A godere sono le grandi produzioni con Cattleya, Fandango, Filmauro e Medusa che da sole si beccano il 60% dei contributi.

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One comment

  1. Piccolo Scrivano Malandrino

    700milla Euro li ha avuti invece quell’altro regista mediocre, per quella baggianata sulla Brianza “fredda, ostile e minacciosa”; forse aveva in mente i Parioli, si è confuso.
    Ma i soldi li ha succhiati eccome; anche se provenivano in massima parte dalla zona “ostile”, appunto.
    Sono leggi della Natura: le zecche, in realtà, odiano il cane.

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