Cuffaro, ora in prigione, riceve 6mila euro al mese dallo Stato

1

cuffarò-toto-magro-fotoTotò Cuffaro (nella foto) continua a essere pagato coi soldi dei cittadini italiani. L’ex governatore della Sicilia, pur essendo in carcere dal 2011, riceve dallo stesso anno un vitalizio mensile di 6.000 euro come ex deputato.

Già esponente di spicco dell’Udc di Casini, Cuffaro si trova in galera a Roma per favoreggiamento aggravato alla mafia. I giudici della Cassazione lo hanno condannato a 7 anni di reclusione. Nonostante i politici indagati o addirittura condannati in terzo grado siano moltissimi, l’ex governatore della Sicilia è tra i pochissimi ad avere varcato le porte di un carcere. Cuffaro ha sempre affermato di non avere nulla a che fare con Cosa Nostra, ma anche rispettato la pesantissima sentenza della magistratura, evitando di attaccare i giudici.

Non c’è nulla di illegale nei 6.000 euro di vitalizio che riceve mensilmente. Infatti nessuna norma dello Stato italiano impedisce a una persona condannata per rapporti con la mafia di incassare il sostanzioso assegno. Insomma, in Italia è tutto normale. Persino che un politico in galera abbia una pensione faraonica, quando la maggiore parte dei cittadini non percepisce più di 1.000 euro al mese.