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Cuffaro torna in tv magrissimo e analizza il voto in Sicilia

L’avete riconosciuto, quello della foto? Non aveste visto Servizio Pubblico di ieri, avreste avuto grosse difficoltà a capire chi fosse. Si tratta di Totò Cuffaro (foto). In carcere a Rebibbia per favoreggiamento mafioso, l’ex governatore della Sicilia ha analizzato il voto di domenica scorsa. Facendo delle rivelazioni shock.

A partire da questa: “Ci sono amici miei che sono stati eletti in tutte le liste, comprese quelle di Grillo e Crocetta”. Non fa nomi, Cuffaro, ma intanto il sasso è gettato e la caccia agli uomini è già partita. Che a sostenere Crocetta ci fossero anche degli amici dell’ex governatore dell’Udc, è cosa risaputa. D’altronde, proprio l’Udc è tra i partiti che fanno parte della coalizione di Crocetta. Ma l’affermazione sul Movimento 5 Stelle ha sorpreso un po’ tutti nello studio di Servizio Pubblico e merita di essere assolutamente verificata ed eventualmente smentita. E poi, cosa intende Cuffaro per “amici”? Un conto è se qualche attivista del Movimento 5 Stelle in passato gli ha stretto la mano. Altro conto è avere fatto parte della maggioranza o della giunta di Cuffaro, oppure essere stato consulente della Regione Sicilia.

L’analisi dell’ex presidente, intervistato in carcere, ha così analizzato il voto nella sua terra. “Oltre il 50% dei siciliani non ha votato. Non c’era un’idea della politica. Si sono viste per lo più alleanze che potessero servire a vincere. Ringrazio di avere avuto l’interdizione dai pubblici uffici: così non ho potuto votare e mi sono tolto l’imbarazzo. La mia Sicilia? Non è un caso isolato. In altre regioni del nord, non sarei mandato in carcere. Io accetto la sentenza dei giudici. Certo, l’idea di cuffarismo in senso spregevole era quella della clientela fine a se stessa. Io invece stringevo mano a tutti e si può anche incappare nelle mani sbagliate: in Sicilia purtroppo esiste questo rischio”.

“Grillo? Sono loro all’inizio… Credo che il carcere sia un posto che non ti trova solo della libertà, ma del respiro lungo della vita. Io a Grillo non auguro di stare qua e di vedersi il fiato spezzato. Non gli auguro questa beauty farm“. Chiaro il riferimento alle parole del comico genovese. Grillo, nella sua campagna elettorale in Sicilia, aveva detto che sia Cuffaro, sia Lele Mora, erano diventati “persone meravigliose”. Entrati in sovrappeso, “sono diventati magrissimi. Vanno nelle beauty farm e le paghiamo noi”. Grillo aveva anche affermato che è meglio fare lavorare i detenuti, piuttosto che tenerli in galera, dove alcuni diventano “più belli”.

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