In politica, fondamentalmente, ci sono due categorie di persone che si definiscono di sinistra: quelle che parlano, delirano e straparlano, usando sempre i verbi al futuro (“faremo”, “cambieremo”, “proporremo”, “riformeremo”…); e quelle che alle parole preferiscono i fatti concreti, che vanno in una direzione precisa. Alla prima categoria di politici appartiene senza dubbio la stragrande maggioranza della cosiddetta sinistra italiana. All’estero, per fortuna, le cose vanno molto meglio.
Prendete il presidente francese François Hollande. Poi prendete il leader del Pd Pierluigi Bersani. Confrontateli e vi accorgerete che sono due mondi completamente diversi. Ho sempre detto e ribadisco che non mi piace utilizzare la categoria sinistra/destra. Ma se un Bersani, un D’Alema, un Veltroni continuano ad affermare di considerarsi di sinistra, allora non possiamo che stabilire come Hollande è l’estrema destra (spero sia compresa la provocazione). Già, perché il presidente della Francia non ha un bel nulla da spartire coi colleghi italiani che pure – ipocritamente – dicono di condividerne gli ideali e le azioni politiche. La verità è che gran parte della pseudosinistra italiana è composta da reazionari o, nella migliore ipotesi, da ultraconservatori buoni a stare sui salottini tv e proteggere a denti stretti ogni sorta di casta. Mentre François Hollande sta dimostrando di essere un autentico liberalsocialista. E, prima ancora, una persona perbene, coerente e di buon senso.
In appena due mesi di governo ha preso una serie misure che la cosiddetta sinistra italiana nemmeno in mezzo secolo… Hollande ha abolitole le auto blu e le ha messe all’asta; il ricavato andrà al fondo welfare da distribuire alle regioni con il più alto numero di centri urbani con periferie degradate. Il Presidente francese ha inviato un documento a tutti gli enti statali dipendenti dall’amministrazione centrale in cui comunicava l’abolizione delle “vetture aziendali”. Risultato? 345 milioni di euro risparmiati subito, utilizzati per creare 175 istituti di ricerca scientifica avanzata ad alta tecnologia assumendo 2.560 giovani scienziati disoccupati (fonte: blog dello scrittore Sergio Di Cori Modigliani).
Hollande ha abolito la possibilità stessa di uno scudo fiscale – che ha definito “socialmente immorale”, mentre in Italia è considerato “una risorsa” – e ha emanato un urgente decreto presidenziale stabilendo un’aliquota del 75% per tutte le famiglie che, al netto, hanno redditi per più di 5 milioni di euro all’anno (anche Zlatan Ibrahimovic è avvertito).
Con i soldi recuperati, e senza dunque intaccare il bilancio statale, il numero uno del Partito Socialista ha assunto 59.870 laureati disoccupati come insegnanti di scuola media e superiore. Il leader francese ha inoltre sottratto alla Chiesa cattolica sovvenzioni statali per 2,3 miliardi di euro e ha varato un piano per la costruzione di 4.500 asili nido e 3.700 scuole elementari, rilanciando in un sol colpo l’edilizia e l’istruzione.
Le iniziative intraprese da Hollande sono naturalmente molte altre, tra cui la diminuzione dello stipendio dei ministri, ma per ragioni di spazio non potremmo elencarle tutte (vi rimando all’autorevole sito sopra citato). Resta il significato della sua vigorosa azione politica. Una azione politica chiarissima, che punta a rilanciare la cultura, la ricerca, il welfare, l’occupazione e lo sviluppo sostenibile e a ridurre drasticamente i privilegi delle caste e gli sprechi della pubblica amministrazione.
Se uno, in Italia, osasse dire che bisogna fare come Hollande, verrebbe immediatamente bollato come qualunquista, antipolitico e demagogo. Il problema è che a parlare questo linguaggio immondo non sono solo i politici di professione, ma anche i semplici cittadini. Il nostro è un paese con seri problemi di degrado etico e culturale. Un Hollande in Italia, oggi, non sarebbe possibile.


3 Commenti
Scusate, ma quali sono le fonti per questo pezzo?
L’unica fonte citata (che riguarda solo una parte dell’articolo) è quella del blog di Sergio Di Cori Modigliani. Su tale blog, ancora non c’è alcuna fonte ufficiale e lo stesso blogger, anche quando gli viene richiesto, non può (o non vuole) fornire altre fonti da cui è possibile riscontrare la veridicità di tali informazioni.
E’ possibile avere dei riscontri oggettivi e documentati delle decisioni prese ed attuate dal Presidente Hollande?
Però almeno una menzione al fatto che l’articolo originale fosse una chiara provocazione a scopo di esperimento sociale potevate farlo, dai…
anche se le informazioni sul web dobrebbero essere “confermate”, qualcosa di buono avrà fatto questo sig. Holland………
c’e’ qualche politico italiano, che in parte sarebbe disposto ad iniziare un politica del genere????
si faccia avanti che avrà il mio voto.