Dermatiti professionali in aumento: oltre 600 casi fra medici, parrucchieri, idraulici e perfino tabaccai

Le dermatiti professionali sono in aumento e spesso non vengono neanche dichiarate per paura del licenziamento: questo è il quadro che è emerso all’incontro della Società Italiana di Dermatologia Allergologica Professionale e Ambientale, al quale hanno preso parte i più importanti dermatologi del nostro paese.

Per dermatiti professionale si fa riferimento ad una dermatite che colpisce un lavoratore costretto, nel suo ambito, a stare a contatto con determinati allergeni.
Sono stati scoperti 172 nuovi allergeni in soli 8 anni e 119 di questi coesistono con i nostri abituali ambienti lavorativi.

Le categorie più a rischio, oltre a medici ed infermieri, sono quelle di parrucchieri, estetisti, idraulici e perfino tabaccai: il nichel che viene “grattato” dai gratta e vinci può infatti scatenare un’allergia.

Sono circa 600 l’anno i casi denunciati di dermatite da lavoro, ma purtroppo secondo il dottor Alberto Motolese, si tratta soltanto di una punta dell’iceberg.
Ciò che preoccupa maggiormente gli specialisti intervenuti a Caserta per l’incontro, è la reticenza dei lavoratori nel segnalare la reazione allergica di cui si è vittima. La paura naturalmente è quella di perdere il lavoro, ma spiega il dottore, i lavoratori non dovrebbero anteporre la paura del licenziamento alla propria salute e dovrebbero invece segnalare il problema al proprio dermatologo.

Woman applying hand cream
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Ma quanti sono i professionisti alle prese con dermatite da lavoro?
Tanti, tantissimi, alcuni anche in settori impensabili.
Oltre al già citato tabaccaio, abbiamo l’impiegato in piscina allergico al cloro e il falegname sensibile alla segatura. C’è l’impiegato del McDonald che deve stare lontano dalle salse piccanti e l’idraulico allergico alle gomme dei tubi. Medici e farmacisti a contatto con le polveri delle pillole sono una categoria particolarmente esposta.
I soggetti più a rischio sono però parrucchieri ed estetiste che lavorano con cosmetici, smalti e lacche, sostanze che contengono allergeni in abbondanza.

Quali sono le conseguenze delle dermatiti professionali e come porvi rimedio?

Quando il nostro corpo entra a contatto per molto tempo con un allergene e si sensibilizza ad esso, nell’80% dei casi l’allergia sarà permanente.
Per questo, spiega il dottor Fabio Ayala, è importante segnalare subito i primissimi sintomi.

“Basterebbe utilizzare i giusti sistemi di prevenzione per eliminare il problema. I guanti o le creme protettive fungono da schermo contro gli allergeni. La pelle delle mani che diventa secca è un primo campanello che qualcosa non va. Per queste dermatiti non esistono immunoterapie efficaci, tutto ciò che possiamo fare è conoscere la nostra allergia ed evitare per quanto possibile il contatto con l’allergene, in modo da non peggiorare le cose.”

Nella maggior parte dei casi infatti i lavoratori si rivolgono al medico solamente quando la dermatite ha raggiunto livelli insopportabili e le mani sono arrossate e spellate.

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