Dipendenti in malattia, reperibilità almeno 7 ore per tutti

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Ad annunciare la volontà di una stretta su malattie e relative visite fiscali, in funzione anti furbetti, è il presidente dell’Inps Tito Boeri che vuole condizioni identiche sia per il pubblico impiego che per i dipendenti del settore privato, provocando la prevedibile alzata di scudi della Cgil.

Boeri prosegue poi sulle problematiche legate all’utilizzo della legge 104 (che prevede permessi retribuiti per l’assistenza di familiari disabili), “le differenze tra pubblico e privato anche in questo caso fanno pensare a potenziali forme di abuso” dello strumento. La questione del diverso numero di ore di reperibilità previste per i dipendenti pubblici e privati è da tempo al centro di una diatriba che vede scontrarsi due fronti contrapposti. “L’armonizzazione delle fasce di reperibilità per le visite fiscali – ha sottolineato Boeri – dovrebbe andare nel senso dell’estensione”.

“La proposta del presidente dell’Inps di portare a sette le ore di reperibilità dei lavoratori privati per equipararle a quelle dei pubblici è inaccettabile”. “Non ha senso che ci siano differenze tra pubblico e privato“. Per tutti di almeno 7 ore.”: “in questo modo – ha spiegato – si potrebbero ridurre le spese e gestire al meglio i medici e svolgere i controlli in modo efficiente. “Colgo l’occasione per sottolineare che il nostro istituto è pronto ad assumersi queste nuove responsabilità, ma per farlo ci occorrono delle risorse aggiuntive” ha chiarito Boeri.

Ma, oltre all’aumento delle ore di reperibilità, la proposta che di più lascia perplessi gli italiani è quella che riguarda l’attribuzione dell’assegno mensile d’accompagno. Secondo i dati più recenti pubblicati dall’Osservatorio sulla certificazione di malattia dell’Inps, nel 2015 sono stati denunciati 8,9 milioni di eventi di malattia per 78,4 milioni di giornate nel settore privato e 5 milioni di eventi e 32,5 milioni di giornate nel pubblico.

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