Home » Primo piano » Dispersa funzionaria Ue: ha lavorato 3 anni a Parma

Dispersa funzionaria Ue: ha lavorato 3 anni a Parma

A più di 48 ore dagli attentati di Bruxelles, solo tre delle 34 vittime della follia jihadista hanno un nome.

Sono ore di ansia per la famiglia di Patricia Rizzo, la funzionaria di origini ennesi dell’Ercea, l’agenzia del Consiglio europeo per la ricerca, dispersa da martedì a Bruxelles dopo gli attentati kamikaze in aeroporto e in metropolitana.

Della scomparsa di Patricia Rizzo ha parlato, in un post su Facebook, il cugino Massimo Lenora, che ha chiesto aiuto per le ricerche della donna in città, nella speranza che sia ancora viva. Secondo quanto riportato da Rainews, i familiari diPatricia Rizzo, Mario Niffeci e la moglie Maria Giuseppa Lo Cascio, hanno dichiarato all’agenzia di stampa Adnkronos: “Siamo frastornati, all’improvviso ci ritroviamo in questo baratro, un dolore immenso, un vero e proprio inferno”. I genitori di Patricia sono stati fatti salire al primo piano dalla polizia per riempire un formulario. “Cercano segni particolari” per poterla identificare.

La Farnesina spiega che le verifiche sono ancora in corso.si tratterebbe di una donna che viveva a Bruxelles da diversi anni e prendeva abitualmente la metropolitana. A loro non resta che attendere, supportati dall’ambasciata italiana. Perché “tutti i terroristi erano noti alle polizie locali ma non è stato fatto nulla perché non c’è stato scambio di informazioni” ed “hanno potuto attraversare tre frontiere e compiere gli attacchi a Parigi”. Nell’enorme edificio grigio, sorvegliato a vista dai soldati, si trova il più grande centro ustionati del Belgio. Potrebbe trattarsi di Patricia Rizzo, un’impiegata presso un’agenzia della Commissione Ue. Sono emigrati in Belgio nel 1962, insieme alla mamma di Patricia, che all’epoca aveva 16 anni.

Anche un’italiana tra le vittime di Bruxelles. Il bilancio provvisorio degli attacchi, di cui l’Isis ha rivendicato la paternità, è di 31 morti e oltre 250 feriti, ma probabilmente è destinato a crescere per le condizioni gravi in cui versano alcune delle persone ricoverate in ben 25 ospedali della capitale. Patricia si trovava alla fermata della metropolitana di Maelbeek, dove un attentatore suicida si è fatto esplodere, facendo una ventina di vittime e sventrando il vagone di un treno.

Altre Storie

Pepe nero contaminato da Salmonella spp: ecco il lotto ritirato

In questo mese ci sono già stati un paio di richiami da parte del ministero …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *