Dupont e Dow Chemical verso una fusione da 120 miliardi di dollari

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La DuPont e la Dow Chemical sono impegnate in trattative in questi giorni per attuare una fusione, che darebbe vita ad un nuovo gigante sostanze chimiche con un valore di mercato di più di 120 miliardi di dollari

L’accordo per unire Dow Chemical DOW -2,17% e DuPont DD -0.75% potrebbe essere stato uno sorpresa.
L’anno scorso entrambe le società sono state perseguitate dagli investitori: DuPont ha combattuto una battaglia campale con Nelson Peltz, che sembrava aver vinto. Ma a settembre Ellen Kullman di DuPont , duramente critica da Trian Partners di Peltz, ha lasciato l’azienda. Ora DuPont sembra in grado di trovare un accordo che era proprio in linea con quello che Peltz aveva pensato.
Un accordo, che si troverebbe ad affrontare l’approvazione di regolamentazione in diversi paesi e che permetterebbe alle due società americane di adeguare i loro beni in base alle loro fortune divergenti. Le materie plastiche e le imprese chimiche hanno beneficiato di costi energetici più bassi, mentre le loro divisioni sui prodotti agrochimici hanno lottato per far fronte alla debolezza della domanda sul mercato per la protezione delle colture.
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In seguito a quello che si sarebbe configurata come una fusione tra pari, la nuova società potrebbe dividersi in scienze dei materiali, prodotti speciali e agrochimici, avvertendo che i piani non sono stati finalizzati.
L’ amministratore delegato di Dow, Andrew Liveris, e il capo esecutivo di DuPont Edward Breen andrebbero ad occupare i due posti migliori nei piani gestionali della nuova società, messa su dalla mastodontica fusione.
Dow e DuPont hanno rifiutato di commentare, coma da copione in questi casi. La Dow ha attualmente una valutazione di mercato di 58 miliardi di dollari, mentre DuPont (DD.N) è stato valutato a poco più di 58 milioni di dollari. Il problema era dietro l’angolo, non importa che le sostane chimiche globali e le aziende agricole di Dow e DuPont venissero trascinate giù da un’economia mondiale lenta, e un dollaro forte. Il mercato non era disposto ad aspettare.
DuPont, sotto Breen, assunto come amministratore delegato il mese scorso, era già in trattative con diversi rivali, tra cui Dow, al fine di esplorare le opzioni circa la propria attività agricola. Anche Dow stava valutando tutte le opzioni sul mercato per le sementi chimiche, dopo aver riportato un calo delle vendite per quasi un anno consecutivo.
Nel mese di agosto, la più grande azienda di sementi al mondo, la Monsanto (MON.N), ha abbandonato un’offerta di 45 miliardi di dollari per rivale Syngenta (SYNN.VX), dato che un calo dei prezzi dei cereali e dei redditi agricoli aveva colpito il settore.

Il piano di fusione delle due società prevede una successiva rottura del gigante chimico combinato in tre aziende più piccole. Lungo tale percorso ci saranno con molta probabilità numerosi tagli ai costi aziendali e, si teme, anche parecchi licenziamenti, inoltre si prevede una riduzione della spesa nel settore della ricerca per entrambe le aziende. Queste modifiche avranno come risultato quello di migliorare i rendimenti a breve termine, soprattutto per DuPont.
Ma quello che preoccupa gli azionisti è se si riuscirà ad avere una società che migliori i propri rendimenti a lungo termine rispetto alle due società separate. Questo lo vedremo nel tempo.

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