Ebreo ortodosso accoltellato: ecco l’identikit dell’aggressore di Nathan Graff

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L’uomo che ha accoltellato Nathan Graff, l’ebreo ortodosso che giovedì sera stava tornando a casa dopo il lavoro, sarebbe di statura media, magro e con occhi e capelli chiari.
Un killer di corporatura relativamente esile, che fortunatamente non ha avuto la meglio sulla sua vittima che è riuscito a sovrastarlo e a divincolarsi.

L’identikit è stato elaborato mettendo a confronto le testimonianze di chi ha assistito alla scena e le immagini di bassa qualità delle telecamere di sicurezza; oltre naturalmente alla ricostruzione di Nathan Graff che essendo sopravvissuto ha potuto fornire un suo resoconto.
L’ebreo, che da un anno vive con la famiglia al primo piano del quartiere milanese dove è stato accoltellato, tuttavia non è stato in grado di fornire particolari determinanti per l’identificazione del suo aggressore; era impegnato a difendersi dalle coltellate e inoltre l’uomo aveva addosso un passamontagna.

due testimoni hanno però osservato qualcosa in più.
Una donna aveva notato un passante con un passamontagna che gli occultava parte del volto: le temperature milanesi non sono ancora così basse da giustificare un abbigliamento tanto pesante e questo particolare l’aveva incuriosita. La testimone è stata ascoltata dagli investigatori e ha descritto gli ultimi minuti dell’aggressore prima che affondasse i sette colpi di coltello contro Nathan Graff.

Una testimonianza dell’aspetto del biondino di viale San Grimignano, come è già stato soprannominato nella zona, arriva però da un uomo che ha affiancato il sospetto qualche minuto dopo l’agguato. Allontanatosi quanto bastava dalla zona dell’aggressione, l’uomo si è tolto il cappuccio svelandosi in volto.
Proprio questa descrizione ha aiutato gli investigatori ad elaborare un identikit: magro, 1,70, capelli e occhi chiari, zigomi sporgenti. Freddo, non ha mai corso neppure dopo l’agguato ma si è allontanato camminando rapidamente.
La sua immagine non è stata diffusa al pubblico, ma è probabile che la polizia decida di renderla nota a partire dalla prossima settimana.

Attualmente la caccia all’uomo da parte degli agenti della Digos in borghese è concentrata nel quartiere ebraico dove è avvenuto il crimine: vi sono però concrete possibilità che il fuggiasco si sia allontanato.
nathan graff
Ciò che per ora preme più capire agli investigatori è il momento: al momento non ci sono gli estremi per configurare con certezza questo tentato omicidio – di questo si tratta, poiché la coltellata ha colpito Nathan Graff al volto, ma era destinata alla gola – come delitto motivato da odio razziale, ma l’ipotesi più gettonata è che il movente sia esattamente l’antisemitismo, configuratosi con un reato premeditato.

Il killer era appostato in una zona frequentata in larga parte da ebrei, nei pressi di un ristorante. Quando Nathan Graff è sceso dall’auto che l’aveva riaccompagnato a casa ha colpito senza indugio, come se conoscesse perfettamente la sua vittima e non stesse andando a tentoni per compiere una rapina. Anche perché le coltellate erano dirette agli organi vitali, per uccidere.
Dall’ospedale Niguarda presso cui è ricoverato, non in pericolo di vita, Graff assicura di non avere nemici e di non sapere chi possa essere costui. Anche lui è certo che si tratti di un aggressione di stampo razziale, ma le indagini condotte dal nucleo antiterrorismo fanno decadere la pista del terrorismo organizzato. Più verosimile si tratti di un razzista che ha agito da solo, per puro odio personale.

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