Ecco per gli LGBT le aziende presso cui cercare lavoro nel 2016

0

LGBT, è la Corporate Equality Index Campaign dell’ONU, che stabilisce i diritti che le aziende devono adottare per promuovere uguaglianza e rispetto

L’approccio al mondo lavoro per tutti gli LGBT sta progressivamente cambiando, molte aziende adesso non solo si adoperano per sempre nuove assunzioni, ma adottano politiche aziendali in linea con la carta dei diritti umani stilata dall’Onu. I consumatori avranno da ora in poi un nuovo incentivo per frequentare luoghi come Starbucks, Hallmark e Nordstrom, dal momento che tutti e tre hanno occupato i posti più alti sulla classifica annuale della Corporate Equality Index Campaign dell’ONU per i diritti umani.

Da quando è stata lanciata nel 2002, la Corporate Equality Index è stato utilizzata come strumento di benchmark per l’uguaglianza di lesbiche, gay, bisessuali e transgender (tutti gli LGBT) sul posto di lavoro.

L’edizione del 2016 ha messo al vaglio ben 1.024 imprese in tutto il mondo, per valutare ogni vantaggio dei partner nazionali, l’assistenza sanitaria transgender-inclusive e l’impegno pubblico con la comunità LGBT. Quest’anno, tuttavia, i ricercatori hanno dovuto aggiornare i loro criteri, per includere i requisiti per le aziende che mantengono anche una politica di non discriminazione globale o un codice di condotta “che vieta espressamente la discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere“, tramite un comunicato stampa.

lgbt

Tra le agenzie ad aver ricevuto un punteggio di 100 (il massimo della scala) questo anno ci sono Twitter, Uber e Airbnb, così come la Apple e Xerox, che sono stati considerati i nuovi leader nel promuovere l’uguaglianza LGBT sul posto di lavoro.
Meno stellari i risultati raggiunti da Rite-Aid, Radio Shack e Wholesale Club di BJ, che hanno guadagnato di 65, 40 e 25, punti rispettivamente.
In un blog pubblicato sul sito web di HRC, CEI coautore Deena Fidas ha detto che i risultati hanno dimostrato che “le grandi grandi aziende si adoperano al fine di assicurare la parità attraverso le loro operazioni“. La classifica vuole anche essere un incentivo per le stesse aziende a fare di meglio per l’inclusione e l’uguaglianza degli LGBT, ma al contempo l’adempimento di tali parametri offre indubitabilmente un vantaggio in termini di pubblicità e quindi guadagni. Molti clienti infatti preferiranno recarsi a fare acquisti, o avere rapporti con aziende che rispettano i diritti fondamentali dell’uomo secondo l’Onu.

Mentre celebriamo questi successi, sappiamo anche che abbiamo molto lavoro da fare per creare una vera parità – in opportunità e l’impegno per tutte le persone LGBT,” Deena Fidas, che è anche il direttore del programma Workplace Equality della Fondazione HRC, ha detto. “Sappiamo di poter contare su questi imprenditori in qualità di partner nell’affrontare le sfide future nelle politiche pubbliche e l’inclusione nella forza lavoro .”

E’ possibile dunque che l’invio di un curriculum presso tali aziende da parte di un LGBT potrà avere molte più probabilità di successo e tradursi in lavoro. Attenzione però, non si tratta affatto di aver un trattamento privilegiato, ma semplicemente di trovarsi sullo stesso piano di tutti gli altri, saranno poi le vostre competenze a fare la differenza. Ma questo è già un grandissimo risultato. Ora anche tutte le altre aziende dovranno farsi sotto.

Loading...
SHARE