Egitto: Assalto jihadista all’hotel sul Mar Rosso

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Un attacco contro un albergo frequentato da turisti occidentali. È di nuovo incubo terrorismo sul Mar Rosso. Ieri sera almeno due uomini armati con in mano, secondo alcuni testimoni, bandiere nere simili a quelle dello Stato islamico, hanno assalito l’hotel Bella Vista, un resort che si trova lungo il litorale di Hurghada, località balneare sul Mar Rosso.

I due uomini, al grido di Allah akbar, «Allah è grande», avrebbero iniziato a sparare appena giunti all’ingresso dell’albergo. Uno di loro è stato ucciso, l’altro gravemente ferito.
In un primo momento l’emittente Al Arabiya ha parlato diun commando ditre uomini. Con il passare delle ore, tuttavia, è emerso che sarebbero stati due i terroristi neutralizzati dalle forze di sicurezza egiziane. Il sito Ahramonline ha rivelato l’identità di uno degli assalitori uccisi: si tratta del 21enne Mohamed Hassan M ahfouz.

Il secondo assalitore sarebbe rimasto ferito. Le unità speciali del Cairo avrebbero anche disinnescato in tempo la cintura esplosiva indossata da uno dei terroristi.Un’emittente locale ha mostrato le immagini dei corpi dei due assalitori, vestiti di blu. Uno di essi risultava quasi completamente spogliato. Nel corso della sparatoria sarebbero rimasti feriti almeno tre turisti, subito trasportati in ospedale. La loro nazionalità non è ancora nota con certezza. All’inizio si pensava che le vittime fossero svedesi. Altre fonti della sicurezza locale, invece, hanno parlato di israeliani di etnia araba. Secondo testimonianze di media locali, invece, ad essere stati colpiti sarebbero stati due cittadini austriaci.

Le ultime ricostruzioni accreditavano l’ipotesi di tre turisti europei colpiti: due austriaci e uno svedese. In ogni caso, nessuno dei feriti è in pericolo di vita. I tre avrebbero subito «lievi tagli» da accoltellamento.L’intera zona dell’attacco è stata isolata dal resto di Hurghada nonostante l’emergenza sia durata relativamente poco. L’unità di crisi del nostro ministero degli Esteri si è immediatamente messa in contatto con l’ambasciata italiana al Cairo per verificare l’eventuale presenza nel Bella Vista di turisti italiani.

Hisham Zazou, ministro del Turismo egiziano, ha però smentito che si sia trattato di un atto di terrorismo. L’attacco al resort sarebbe stato un semplice tentativo di rapina. Una ricostruzione avvalorata dal fatto che il gruppo degli assalitori avrebbe colpito con armi bianche e non da fuoco. Non solo: fonti della polizia egiziana hanno comunicato che uno degli assalitori era munito di una pistola giocattolo.

In seguito il ministero dell’Interno egiziano ha corretto anche la dinamica dell’assalto, che sarebbe partito dal ristorante sulla strada, vicino al resort, e non dal mare, come invece appariva secondo la prima versione.Una ricostruzione che, se confermata, avrebbe reso l’attacco di Hurghada simile, nelle modalità, a quanto accaduto a giugno dello scorso anno a Sousse, in Tunisia, quando uomini armati di kalashnikov sbarcati sulla spiaggia avevano iniziato a fare fuoco sui turisti.

Una strage, che avrebbe provocato 38 vittime, rivendicata dallo Stato islamico. L’Egitto è in prima linea nella guerra al terrore. Negli ultimi mesi il governo di Al Sisi, subentrato con l’appoggio delle Forze armate al presidente Muhammad Morsi (dei Fratelli musulmani) dal luglio 2013, ha dovuto fronteggiare un’intensificazione degli attacchi da parte del fondamentalismo islamico.

Proprio ieri è arrivata la rivendicazione, da parte del- l’Is, dell’assalto di due giorni fa a un bus turistico israeliano al Cairo. L’episodio più grave, però, è accaduto lo scorso 31 ottobre, quando un aereo passeggeri russo decollato dalla località turistica di Sharm el Sheikh si è schiantato sul Sinai, colpito da una bomba. Totale delle vittime: 224.

Al momento nessuna sigla terroristica ha rivendicato l’attacco al Bella Vista. I maggiori sospetti, però, ricadono sul gruppo di Ansar Beit Al- Maqdis, da poco affiliato allo Stato Islamico. La sigla in passato ha rivendicato la paternità di molti atti sanguinosi compiuti in Egitto negli ultimi mesi. L’attacco di Hurghada potrebbe rappresentare un nuovo duro colpo per il turismo egiziano, settore che è stato per anni uno dei pilastri dell’economia del Cairo ma che adesso sta subendo i colpi del fondamentalismo jihadista, determinato a colpire il regime di Al Sisi, colpevole di aver deposto Morsi.

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