Elena Cattaneo: una cura al Parkinson dalle cellule staminali embrionali

La causa prima del manifestarsi del morbo di Parkinson è la morte dei neuroni dopaminergici, ossia tutti quei neuroni preposti alla produzione e di rilascio della dopamina. La dopamina è un neurotrasmettitore, da essa dipendono molte delle nostre capacità cognitive e l velocità e precisione nei movimenti. Per rallentare o bloccare del tutto il corso del morbo di Parkinson, una malattia degenerativa, già da 20 anni si è pensato di fare ricorso alle cellule staminali, ovvero quelle cellule che possono trasformarsi in qualsiasi altro tipo di cellula. Di approcci la morbo di Parkinson tramite cellule staminali fetali (le uniche disponibili per un po’ di tempo) ne sono stati fatti molti negli ultimi decenni. Soltanto che il trapianto di cellule staminali fetali presenta problemi di natura diversa: la difficoltà non sta soltanto nell’estrarre in maniera sistematica le cellule staminali dai fati, ma anche per il fatto che occorrono solitamente mesi, se non addirittura anni, prima di poter riscontrare dei miglioramenti apprezzabili nel paziente. E spesso accadeva che a distanza di un decennio le cellule esogene riuscissero a rallentare il decorso de Parkinson, ma dopo qualche tempo finivano anch’esse per contrarre il morbo di Parkinson. Si ritornava insomma al punto di partenza.
cellule staminali
Ora un nuovo studio, condotto da un team di ricercatori dell’università di Lund, guidati da Maulin Parmar, ha aperto una nuova pista verso la cura del morbo, tramite l’adozione di cellule staminali embrionali. Le prove condotto in laboratorio dal team sui topi (affetti dalla versione animale del Parkinson) hanno mostrato che i neuroni dopaminergici derivati da cellule staminali embrionali sono in gradi di ripristinare efficacemente le funzioni motorie, senza i lunghi tempi di attesa legati alle staminali fetali. Maulin Parmar, intervistata per l’occasione, ha risposto: “La nostra ricerca rappresenta un’importante pietra miliare nella valutazione preclinica dei neuroni dopaminergici derivati cellule staminali embrionali, e detto. “E fornisce una prova fondamentale della loro efficacia nel trattamento del morbo di Parkinson”.

Il passo avanti fatto dal team dell’Università di Lund è talmente importante che si è decisi di applicare, o meglio fare delle prove dei trial clinici, in tutta l’Europa. Infatti grazie al programma NeurostemcellRepair, coordinato da Elena Cattaneo, senatrice a vita e ordinaria presso l’Università di Milano, nel giro di 2 o 3 anni i trial clinici verranno introdotti nella medicina ordinaria. “Ora è tempo di scoprire le carte per capire cosa c’è: siamo pronti a partire a breve con i primi trial clinici nell’essere umano”. Afferma sicura Elena Cattaneo

In Italia una legge proibisce l’estrapolazione di cellule staminali embrionali, ma resta comunque possibile importarle dall’estero.

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