Elezioni comunali Roma 2016, sondaggi: Viriginia Raggi (M5S) davanti a tutti

Sgomberato il campo da ogni obiezione sessista, Giorgia si lancia nella campagna elettorale convinta che al ballottaggio potrebbe arrivarci lei oltre la candidata dei 5stelle Virginia Raggi e quello del Pd Roberto Giachetti. Poi ha dato l’esempio, ipotizzando “una centrale di committenza unica per risolvere il problema degli appalti a Roma“, primo passo di “una programmazione minuziosa degli interventi che riduca all’osso le procedure in deroga”. “Far passare, inoltre, il messaggio che se aspetti un bambino o se sei madre ti devi precludere di fare quello che vorresti o potresti fare sarebbe un messaggio, secondo me, pericolosissimo”, ha concluso Meloni.

Vero è che la Roberta Lombardi parlamentare grillina a suo tempo non ignota alle cronache e molto influente a Roma con raffinata nettezza respinge gli appoggi: “Se grattamo…”. Forse dovrebbe farlo anche lui, politicamente parlando perché la sua amministrazione è stata bocciata dai romani. Poi fa capire che sfiderà le due candidate più accreditate sul terreno del programma e delle cose da fare.

“La Meloni ha già risolto il problema”. Se si considera inoltre la capacità del M5S di pescare consensi sia a destra sia a sinistra, c’è davvero la possibilità che il partito fondato da Grillo e Casaleggio si trovi nella non così invidiabile posizione di dover davvero governare Roma.

La Raggi è un “avversario molto accreditato, ce ne sono di avversari ostici”. Anche se poi poco dopo, su Twitter, frena: “Chi sceglierei a Roma tra Giachetti e la Raggi?“.

Giachetti: Meloni e Raggi mi rispondano sulle cose concrete Riprendendo l’appello alle cose concrete, Ghiachetti ha poi provocato sia Meloni che Raggi, i suoi principali competitori per il Campidoglio. L’antifascismo nella storia repubblicana è qualcosa che guardo con sospetto perché è stato usato per ammazzare gente. “Riconosco tutti i drammi legati alla storia del fascismo, ma non ha alcun senso legarsi alla storia di 70 anni fa”, ha concluso. Ma contro la decisione si scaglia l’azzurra Michaela Biancofiore pronta per la prossima settimana è prevista una nuova riunione del tavolo sulle candidature in cui agli sherpa dei tre partiti è affidato il difficile compito di provare ad individuare dei nomi condivisi. “Per questa ragione oggi vediamo in Giorgia Meloni anche i valori che ci avevano fatto credere nel Movimento 5 Stelle, con in più quell’esperienza necessaria per concretizzare le politiche su questi temi”. Chi invece non ha paura di mettere in discussione il Cavaliere è il leader della Lega.

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