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Elezioni politiche 2013: il Senato sarà una polveriera

Senato-della-repubblica-italianaA meno di cinquanta giorni dalle prossime elezioni politiche (sono praticamente domani) la partita politica si fa elettrizzante. La gente vive i problemi quotidiani alle prese con tasse, con il traffico delle proprie città, con la spazzatura per le strade, con le buche sull’asfalto, ma non può fare a meno di tendere un orecchio verso i palazzi romani. Per una serie di ragioni le elezioni di febbraio segneranno una svolta (forse) di un sistema politico-istituzionale allo sfacelo. Ormai lo sanno anche i sassi: si tornerà a votare con la orrenda legge “porcata” voluta nel 2005 dal poker Berlusconi, Calderoli, Casini e Fini. Mentre i primi due manifestano una testarda coerenza (magari può essere una coerenza stupida, ma almeno lo è), i due “montiani”, che prima hanno sostenuto a gran voce questo sistema vestendolo su misura delle proprie convenienze politiche, lo delegittimano, lo vogliono cambiare da anni, ma solo a parole (un fiume di parole come direbbe quella famosa canzone di successo dei Jalisse).

Piaccia o non piaccia (e questa legge piace a moltissimi) ci ritroveremo con un parlamento di nominati e con una probabile instabilità politica dovuta alle modalità di ripartizione dei seggi su base regionale al Senato. Mentre alla Camera vince, su scala nazionale, chi prende un voto di più dell’altro competitor (assicurandosi il 55% dei seggi), a Palazzo Madama la situazione è davvero ingarbugliata. Lì si giocano la loro partita personale Berlusconi e Monti per sbarrare la strada della maggioranza assoluta al Pd di Bersani. Mentre a Montecitorio l’asse Bersani-Vendola dovrebbe quasi certamente risultare maggioritario, al Senato, con il sistema dei premi regionali, lo scenario attuale risulta davvero imprevedibile. Di ieri è la notizia dell’accordo Pdl-Lega che muta notevolmente alcuni scenari. In Lombardia per esempio ora la partita è apertissima: la più grande regione italiana mette in palio il più alto numero di seggi ed insieme al Veneto risulterà decisiva per le sorti del Senato. Chi vince il premio in Lombardia riceverà in dote tantissimi seggi (49) mentre chi perde deve dividere i seggi rimanenti insieme alle altre liste che superano lo sbarramento regionale dell’8%.

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