Allarme meningite in Toscana, in arrivo altre dosi vaccini

Il panico da meningococco C era scoppiato qualche giorno fa, dopo che in sole 24 ore erano stati due i ricoverati per meningite, colpiti dallo stesso ceppo batterico in zone diverse della regione. E, adesso, per la Toscana arriva la vaccinazione di massa. Se non è allarme epidemia poco ci manca: sono già 12 i casi di meningite registrati dall’inizio dell’anno, tutti nella valle dell’Arno, dieci dei quali colpiti dal batterio più temuto, il meningococco C.

Dopo che, per anni, le campagne vaccinali non hanno fatto presa, in Toscana, se non su una esigua parte della popolazione, ora, in tutta l’area, i centri prenotazione delle strutture sanitarie sono presi d’assalto con migliaia di richieste, le dosi disponibili sono terminate quasi ovunque, mentre negli ospedali continuano ad accalcarsi, per la profilassi obbligatoria a base di antibiotici, tutti quelli venuti in contatto con i contagiati: centinaia di persone da sabato a ieri.

Davanti ad un evidente stato di emergenza l’assessore regionale alla sanità, Stefania Saccardi, ha lanciato un appello al Governo chiedendo supporto nel reperimento delle dosi vaccinali e aiuto economico a fronte di una diffusione, a detta degli esperti «stranamente veloce» del ceppo più aggressivo. Ora il sostegno è arrivato : ieri, il ministro Beatrice Lorenzin ha disposto la distribuzione dei vaccini contro la meningite gratis per tutti nelle provincie di Firenze, Empoli e Prato e con un ticket ridotto per gli ultra 45enni che risiedono nel resto della Toscana.

La vaccinazione intensiva promossa dal Governo, raggiungerà, secondo i calcoli, circa un milione di persone e vista la grande quantità di dosi necessarie sarà avviata una negoziazione con le aziende farmaceutiche che producono il farmaco per tentare di contenere i costi. I sanitari sperano nell’effetto «immunità di gregge», cioè in una vaccinazione diffusa che riesca a limitare il diffondersi di questo focolaio, poco comprensibile per gli studiosi nel suo modo di colpire e di diffondersi, e oltretutto particolarmente virulento. Inoltre, per tenere sotto controllo la situazione, mai così grave in Toscana, che da anni risulta comunque la regione d’Italia più colpita dalla meningite, sarà creato un gruppo fisso di monitoraggio affidato ad esperti della Regione, del Ministero e dell’istituto superiore di sanità.

Dal gennaio dello scorso anno i casi di meningite registrati nell’area delle tre province sono già 41, più di una decina quelli conclamati dall’inizio di quest’anno. L’ultimo in ordine ditempo è quello di una 50enne ricoverata per infezione da meningococco C, lunedì scorso ad Empoli, mentre il 5 febbraio contemporaneamente erano stati soccorsi un anziano di Prato e una studentessa americana a Firenze. Proprio questo è l’aspetto che ha fatto preoccupare i medici: la diffusione in contemporanea della malattia il cui contagio normalmente avviene per contatto diretto, in più punti della regione, anche lontani tra loro.

Partirà una «vaccinazione intensiva» della popolazione nelle aree della Toscana che hanno registrato negli ultimi mesi un significativo aumento di casi di meningite. La decisione ha affermato il presidente dell’Istituto superiore di sanità Walter Ricciardi, è stata presa nell’incontro di ieri tra il ministro della Salute Lorenzin e l’assessore toscano, Iss e Aifa. «Vista la grande quantità di vaccini necessaria sarà avviata anche una negoziazione con le aziende per i prezzi».

Il ministro, ha spiegato Ricciardi, «ha deciso di istituire un’autorità di monitoraggio permanente composta da rappresentanti di ministero, Iss e Regione Toscana, con l’obiettivo di monitorare il fenomeno e avviare misure di contrasto». La prima misura decisa, ha chiarito, «è stata la vaccinazione intensiva contro il meningococco C nelle aree della Toscana più colpite. I vaccini saranno dunque offerti gratuitamente a tutti i cittadini per i quali sarà necessario, inclusi giovani e adulti. L’attenzione – ha sottolineato – è infatti soprattutto per loro, dal momento che i bambini risultano già vaccinati e nessun caso si è registrato in questa fascia di età».
Per quanto riguarda invece il problema della scarsità di vaccini denunciato in Toscana, «1′ Agenzia italiana del farmaco Ai- fa – ha detto Ricciardi – si è attivata per avviare una negoziazione con le aziende».

La Regione Toscana aveva prorogato fino al 30 giugno 2016 la campagna straordinaria che prevede l’offerta gratuita della vaccinazione antimeningococco C a tutti i soggetti nella fascia di età dai 20 anni compiuti al compimento dei 45 anni che hanno frequentato la stessa comunità in cui si è verificato un caso di meningite da meningococco C; e anche a tutte le persone, sempre di età dai 20 anni compiuti al compimento dei 45 anni, che vivono nelle aziende sanitarie in cui si è verificato un caso di meningococco C. Successivamente la campagna straordinaria è stata estesa a tutti i soggetti fra 20 e 45 anni di tutta la regione. Ora la vaccinazione è gratuita per tutti, senza limitazione di età, nella Asl Toscana Centro. Chi ha oltre 45 anni e vive nelle Asl Toscana nord ovest e Toscana sud est e vuole vaccinarsi, può farlo, pagando un ticket che ora è di 58 euro e che verrà ridotto (questa riduzione rientra tra le misure concordate ieri con il ministero).

Proseguono normalmente (indipendentemente quindi dalla campagna straordinaria) le vaccinazioni gratuite contro il meningococco C previste dal calendario vaccinale: e cioè la vaccinazione routinaria per i nuovi nati; la vaccinazione per i soggetti a rischio individuati nel calendario vaccinale; la vaccinazione a tutti i ragazzi di età compresa tra 11 e 20 anni (ovvero dagli 11 anni compiuti al compimento del 20° anno di età), anche se mai vaccinati o già vaccinati nell’infanzia.

Il ceppo più insidioso del meningococco di tipo C è l’St11. In Toscana potrebbe essere arrivato un paio di anni fa trasportato da una nave cargo nel porto di Livorno. Il clone che sta colpendo in questi giorni è diverso e non si esclude che possa essersi modificato nel tempo. È forte e insidioso ma si può combattere e vincere. «Il problema adesso è reperire in tempi brevi i vaccini — spiega Francesco Mazzotta, direttore della struttura operativa di malattie infettive dell’Azienda Usl Centro Toscana —. L’obiettivo è arrivare alla maggior percentuale di copertura, non inferiore al 70%-80%, che offre un buon antidoto contro il diffondersi della meningite». Non è semplice. Ieri mattina le scorte sono terminate a Lucca e Capannori, dove negli ultimi giorni sono state vaccinate oltre 2 mila persone. «Abbiamo chiesto ulteriori 8 mila dosi che stanno arrivando — annuncia Alberto Tomasi, direttore del dipartimento della prevenzione di Lucca — e già domani mattina (stamani) sarà possibile tornare a vaccinarsi». L’Agenzia italiana del farmaco si è dichiarata disponibile ad aiutare la Toscana nel reperimento dei vaccini e nella negoziazione del prezzo. Uno studio dell’Istituto superiore di sanità cercherà di far luce sulla durata della protezione dei vaccini. Uno degli ultime casi di contagio è avvenuto su un giovane che si era già vaccinato cinque anni fa.

Il focolaio e i fondi

C’è da preoccuparsi? «No, anche se quello toscano è un focolaio importante — dice Giovanni Rezza, direttore Malattie infettive dell’Istituto superiore della sanità — ed è importante ciò che è stato deciso tra Regione e ministero. Vaccinarsi è fondamentale e non ci sono controindicazioni, la tolleranza di questo vaccino è ottima». Serviranno trenta milioni di euro per un milione di vaccini. «Ci sarà una sorta di solidarietà interregionale», ha spiegato il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Walter Ricciardi. E Federico Gelli, parlamentare e responsabile sanità del Pd, sottolinea: «Sono previste risorse anche del ministero e i finanziamenti verranno individuati all’interno del Patto della salute che prevede misure proprio per intervenire in casi di emergenza come questa». Intanto nasce un’unità di monitoraggio permanente per valutare sotto il profilo epidemiologico l’evolversi della situazione.

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