Emissioni C02 gas serra totali: netto miglioramento. Progressi nel riciclaggio e smaltimento rifiuti

L’Europa fa progressi in campo ambientale. Sono diminuite del 19% infatti le emissioni di C02, gas serra totali, dal 1990 al 2012 nei 33 paesi europei, a fronte di un incremento del progresso economico di quasi il 50%.
Il rapporto – Soer, l’ambiente in Europa, stato e prospettive 2015 – rivela che in 22 dei 33 paesi europei ci sono stati miglioramenti e l’emissione di gas serra è stata limitata. Soltanto in 11 paesi il dato è in crescita, fra cui Grecia, Portogallo e Spagna. L’Italia è fra i paesi che fa registrare una diminuzione delle emissioni C02, ma nel 2012, insieme a Germania e Regno Unito, è stata fra i paesi europei a distinguersi per le emissioni di gas serra più alte.

Secondo il rapporto, le emissioni sono diminuite del 16% fra il 1990 e il 2013. A rappresentare la quasi totalità delle emissioni totali – oltre l’80% – è l’anidride carbonica.

Sebbene i dati mostrino un netto miglioramento nelle politiche ambientali dell’unione europea, gli esperti ammettono che siamo ancora lontani da un traguardo che possa ritenersi soddisfacente e ci consenta di nutrire garanzie sullo stato del nostro pianeta nel lungo periodo, anche a causa dei disastri climatici di cui l’uomo è fra i principali colpevoli. Nonostante questo, le politiche governative per la difesa dell’ambiente sembrano aver sensibilizzato un po’ di più l’opinione pubblica sulla questione.

Il rapporto pone l’accento anche sulla questione rifiuti.
In Europa si consuma meno e ci sono meno rifiuti. Un dato che va preso con le pinze e non deve essere sinonimo necessariamente di una maggior sensibilizzazione ma forse della crisi, che spinge la gente ad abbassare i consumi e a gettare di meno.
In compenso, nel periodo esaminato, è aumentata la percentuale di cittadini europei che riciclano, dal 22% (2004) al 29% (2012).

Anche qui, l’Italia è fra i paesi che più dimostrano di voler invertire la tendenza, sebbene non figuri fra quelli che si distinguono per una maggior consapevolezza dell’importanza del riciclaggio, che sono Germania, Austria, Svizzera e Belgio che riciclano più della metà dei rifiuti prodotti.
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In Italia la raccolta differenziata raggiunge il 45% e anche qui il segno è positivo, con una quantità di 9,3 milioni di tonnellate di rifiuti smaltiti nelle discariche nel 2014.

Il consumo delle risorse in Europa, nel 2012, è sceso alla cifra di 13 milioni di tonnellate, un miglioramento rispetto alle 16,7 tonnellate del 2007. Anche qui, un passo avanti che potrebbe essere in realtà frutto della crisi, che ha costretto il popolo ad auto moderarsi.

Nel settore dei trasporti, l’automobile resta sempre il mezzo più utilizzato, ma nello stivale dal 2005 al 2012 c’è stato un calo nell’acquisto di mezzi. Tendenza che però dal 2013 al 2014 sta per invertirsi nuovamente.

Per quanto concerne le acque dolci dei fiumi, le concentrazioni di nitrati e ortofosfato sono diminuite rispettivamente del 20% e del 50%. La cattiva notizia è che la qualità delle nostre acque continua a essere messa seriamente a rischio dall’inquinamento agricolo, e sebbene questi miglioramenti facciano ben sperare, non sono ancora sufficienti.

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