Eni mette in vendita Versalis, sindacati: manifestazione generale il 17 dicembre

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Eni alla grandi manovre con Versalis, la sua società che si occupa a livello nazionale ed internazionale dei settori della chimica di base, delle materie plastiche e della chimica da fonti rinnovabili. Versalis conta circa 4,400 dipendenti distribuiti su otto impianti sparsi in tutto il territorio nazionale. Gli impianti sono: Brindisi, Ferrara, Mantova, Porto Marghera (Venezia), Porto Torres (Sassari),Priolo (Palermo), Ragusa e in ultimo Ravenna. Secondo i sindacati vero obiettivo di Eni è quello di liberarsi di Versalis e concentrarsi sull’estrazione ed esplorazione di gas e petrolio all’estero.
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Stiamo cercando una joint venture per valorizzare il business di Versalis”, con queste parole Claudio Descalzi, amministratore delegato del gruppo Eni, ha spiegato i nuovi obiettivi societari, che hanno messo in apprensione i suoi dipendenti già da ottobre e fatto scendere in campo gli stessi gruppi sindacali. Ma all’Eni sono chiari e parlano di una società già in crisi, che se vuole “andare avanti ad investire in un business che ha perso negli ultimi dieci anni 5,8 miliardi – aggiunge Claudio Descalzi – e sul quale vogliamo ancora investire 1,2 miliardi, dobbiamo trovare un compagno di viaggio“.
E così tramite un’azione congiunta i segretari Susanna Camusso, Carmelo Barbagallo e Annamaria Furlan hanno dichiarato a favore dei dipendenti che rischiano il posto di lavoro una manifestazione generale nell’immediato, da tenersi giorno 17 dicembre, cui seguirà un altro scioperò di 8 ore per giorno 20 gennaio 2016.
Non siamo di fronte a un normale riassetto di una grande azienda, ma allo smantellamento della chimica italiana e ad una accelerazione del processo di trasformazione dell’Eni che vede le sue attività tutte concentrate fuori dall’Italia”, sostengono in un comunicato Filctem Cgil, Uiltec Uil e Femca Cisl, chiedendo al contempo al premier Matteo Renzi, affinché il governo faccia luce sulla situazione. “Intendiamo richiamare la responsabilità del governo a non perdere l’ennesimo settore industriale, la chimica“. sostiene decisa Susanna Camusso.

Eni dall’energia eco-sostenibile un passo indietro: si ritorna al gas ed al petrolio

Secondo i sindacati dietro le grandi manovre del gruppo Eni, che sta cedendo il 70 per cento delle quote di Versalis al fondo americano Sk Capital, si cela una politica aziendale ben precisa: abbandonare la ricerca chimica eco-sostenibile, per sviluppare le ricerche nei settori del petrolio e del gas all’estero. Il gruppo Eni ha già quattro impianti fuori dai confini italiani. Secondo i sindacati sarebbe un grave errore abbandonare la ricerca in Italia, che conta già 24 brevetti e ricercare energia presso le fonti ampiamente esplorate in passato.
Ma Eni, afferma di avere chiari i piani futuri di Versalis, che resterà sostanzialmente un prodotto italiano, tanto nel managment tanto nelle per quanto riguarda i suoi dipendenti, poiché intende mantenere lo stesso contesto industriale per 5 anni e non toccare il personale per altri 3 anni.

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