Epilessia, giornata mondiale: cos’è e quali sono i sintomi

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Roma, 13 feb (Prima Pagina News) a Fontana della Barcaccia si illumina di viola per la Giornata Mondiale dell’Epilessia, organizzata da Fondazione Epilessia LICE – Onlus e LICE, con il sostegno di Roma Capitale e Acea. Lunedì dalle 18:30 alle 22:00 il maestoso monumento di Piazza di Spagna, realizzato da Pietro Bernini, si accenderà del colore simbolo dell’epilessia, riconosciuto in tutto il mondo, simbolo dello stigma e dei pregiudizi ancora esistenti contro le persone che ne soffrono. Medici e pazienti si danno appuntamento per celebrare uno dei momenti di sensibilizzazione organizzati da LICE in occasione della Giornata per l’epilessia, che è una delle malattie neurologiche più diffuse al mondo, che in Italia coinvolge circa 500.000 persone con oltre 30.000 nuovi caso l’anno.

Non solo Roma, anche Udine, Mantova, Lecce, Napoli, Venezia, Genova e molte altre coloreranno un monumento storico, insieme a decine di altre iniziative, incontri, convegni e eventi. Per essere aggiornati sulle iniziative di LICE e Fondazione Epilessia LICE, consultate i siti www.lice.it e www.fondazionelice.it L’epilessia è una malattia sociale che il Parlamento Europeo e l’Organizzazione Mondiale della Salute (WHO) hanno indicato come una priorità in campo di ricerca e assistenza. Inoltre, le persone con epilessia, a parte le problematiche di ordine diagnostico e terapeutico (il 30% dei casi sono resistenti ai farmaci oggi disponibili) sono tuttora di frequente vittime di pregiudizi e discriminazioni a livello sociale , con limitazioni in vari ambiti: scuola, lavoro, guida, sport.

Out of Shadow (Fuori dall’ombra) è il claim della Campagna Mondiale a favore della malattia che ogni anno vede numerosi protagonisti impegnati per la sensibilizzazione sociale e la raccolta fondi per la ricerca. Lanciata dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Salute), da ILAE e IBE, le principali associazioni internazionali che si occupano di epilessia, in Italia è promossa dalla Lega Italiana contro l’Epilessia (LICE), la società scientifica di riferimento degli epilettologi italiani, associata all’ILAE (International League against Epilepsy). Non solo sensibilizzazione, ma anche progetti di ricerca per migliorare le cure e far progredire la scienza in campo epilettologico. Fondazione LICE, grazie ai proventi della raccolta fondi attraverso il 5 per mille finanzia ogni anno studi scientifici di alto livello i cui dettagli possono essere visionati sul sito www.fondazionelice.it.

L’Epilessia è un disturbo neurologico cronico caratterizzato dall’occorrenza di crisi epilettiche, definite come manifestazioni cliniche a occorrenza parossistica, ricorrenza imprevedibile nella maggioranza dei casi, di brevissima durata, caratterizzate da segni e/o sintomi dovuti a un’attività neuronale anomala. Le crisi epilettiche, in rapporto all’intervallo temporale tra crisi ed eventuale patologia predisponente o scatenante le crisi, si distinguono in: – Crisi epilettiche sintomatiche acute o provocate, quando insorgono in stretto rapporto temporale con condizioni patologiche cerebrali strutturali o tossico/metaboliche. – Crisi epilettiche sintomatiche remote o non provocate, che si manifestano in assenza di fattori precipitanti e che possono occorrere anche in presenza di un danno non recente del SNC. 1,2 Una particolare manifestazione di tipo epilettico è lo Stato di Male Epilettico (SE), situazione clinica nella quale una crisi si prolunga per più di venti minuti o nella quale le crisi si ripetono a brevissimi intervalli tali da rappresentare una condizione epilettica continua. 3 L’Epilessia è definita dall’occorrenza di due o più crisi epilettiche non provocate o sintomatiche remote, separate da un intervallo di tempo di almeno 24 ore. Crisi multiple che insorgono in un intervallo di 24 ore o un episodio di SE sono da considerarsi come un singolo evento. 4,5 Non si pone diagnosi di Epilessia in soggetti che abbiano presentato un solo episodio critico non provocato o crisi sintomatiche acute; anche le crisi febbrili e le convulsioni neonatali (insorte entro i primi 30 giorni di vita) sono escluse dalla diagnosi di Epilessia. 2 I fattori facilitanti e/o scatenanti le crisi epilettiche sono il sonno e/o la sua privazione, l’assunzione eccessiva di alcool o di droghe eccitanti, la fotostimolazione o altri tipi di stimolazione (in soggetti predisposti), etc. Anche la febbre, gli squilibri idro-elettrolitici, i disordini endocrino-dismetabolici possono essere responsabili della comparsa di crisi epilettiche.

Crisi epilettica Una crisi epilettica è un evento presumibilmente conseguente a un’attività abnorme ed eccessiva di un gruppo di neuroni cerebrali. La manifestazione clinica consiste in un fenomeno improvviso e transitorio che è in relazione alle aree cerebrali coinvolte dalla scarica epilettica. Ne derivano sintomi motori, sensoriali, autonomici o mentali, rilevati dal paziente o da un osservatore, durante i quali il paziente può o meno avere una turba di coscienza. Nella classificazione riportata dall’ILAE [19] sono distinte le crisi autolimitate da quelle continue (stati epilettici, SE). Si devono considerare, inoltre, altre due caratteristiche principali: • crisi focale: la semiologia iniziale della crisi indica, o è consistente con, l’iniziale attivazione di una singola parte di un emisfero cerebrale. Il termine focale è sinonimo, ma da preferire, a parziale. La distinzione tra crisi parziali semplici (senza disturbo di coscienza) e complesse (con disturbo di coscienza) non è più consigliata [15,19]; • crisi generalizzata: la semiologia iniziale della crisi indica, o è consistente con, un coinvolgimento più che minimo di entrambi gli emisferi cerebrali. In realtà nelle crisi generalizzate il cervello non è colpito in modo totale e, a seconda del tipo di crisi, della sua partenza e del suo sviluppo, alcune aree corticali possono essere interessate più o meno di altre. Tuttavia il termine è stato mantenuto per indicare sia la bilateralità sia la non focalità dei fenomeni. Le crisi generalizzate sono quelle di assenza, tipica e atipica, le miocloniche, le atoniche, le toniche, le cloniche e le tonico-cloniche. Una crisi che inizia in modo focale può in seguito evolvere verso una secondaria generalizzazione tonica, clonica e/o tonico-clonica. Altri termini utilizzati per descrivere situazioni specifiche comprendono: • crisi non provocate: insorgono spontaneamente in assenza di un danno acuto cerebrale o di un fattore scatenante. La terminologia adottata in molti studi per designare l’eziologia distingue tra: – crisi remote sintomatiche conseguenti a una condizione che ha determinato un danno cerebrale non evolutivo. Tali casi occorrono in individui in cui l’epilessia insorge dopo la risoluzione della fase acuta di un’infezione, di un trauma cranico, di uno stroke o di altre patologie che causano, come esiti, una lesione del cervello; – crisi non provocate a eziologia sconosciuta. In tali situazioni non può essere identificato un chiaro antecedente. Ove possibile questi casi devono essere denominati in base alla terminologia adottata dalla ILAE che distingue le epilessie idiopatiche da quelle probabilmente sintomatiche (termine preferito a criptogeniche); – crisi sintomatiche di un’encefalopatia progressiva. Sono compresi in questo gruppo i casi conseguenti a un disturbo cerebrale progressivo (tumori, infezioni, virus lenti, infezioni da HIV, parassitosi, malattie autoimmuni, malattie metaboliche, malattie neurodegenerative); • crisi provocate (acute sintomatiche): si verificano in stretta associazione temporale con un’alterazione acuta sistemica, metabolica o tossica (per esempio infezioni, neoplasie, stroke, traumi cranici, emorragie cerebrali, intossicazioni acute o sospensione di alcol). Sono eventi spesso isolati, ma possono anche verificarsi nuovamente quando la condizione acuta si ripresenta, come per esempio le crisi da sospensione alcolica. Possono anche evolvere in uno SE; • crisi riflesse: sono causate da stimoli sensoriali. Crisi epilettiche isolate riflesse possono verificarsi anche in situazioni che non sempre richiedono una diagnosi di epilessia. Le crisi scatenate da febbre o da sospensione alcolica non devono essere considerate crisi riflesse; • crisi singola o isolata: indica che una o più crisi si sono verificate in un periodo non superiore alle 24 ore. Negli studi presenti in letteratura più crisi che si ripetono in un periodo di 24 ore sono considerate, per convenzione, un singolo evento; • convulsione: è una manifestazione motoria tipica della crisi epilettica di grande male caratterizzata dalla comparsa di movimenti ritmici delle estremità (movimenti clonici o clonie). Il termine è spesso utilizzato per indicare le crisi epilettiche che hanno una semiologia motoria nell’ambito di specifiche situazioni come le convulsioni febbrili (CF) e gli SE convulsivi; • crisi neonatali: crisi epilettiche che si verificano nelle prime 4 settimane di vita;

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