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Fabio Quagliarella choc: Pedofila e festini con droga e camorra “Uno stalker mi ha rovinato la carriera”

Fabio Quagliarella è tornato a casa, per un giorno. Con il permesso del Torino. Perché dopo anni di tormenti, finalmente, è stato interrogato dal giudice Ernesto Anastasio del Tribunale di Torre Annunziata e ha così svelato i motivi del suo addio al Napoli. Il granata è parte offesa nel processo sul presunto stalking subito dal calciatore dal poliziotto della Postale di Napoli, Raffaele Piccolo. La deposizione è choccante:

«De Laurentiis mi ha mandato via dal Napoli solo per le lettere che parlavano di me come pedofilo e di miei festini e di orge a suon di droga con la camorra. Prima mi chiamava ogni giorno. Dopo le calunnie, spedite in sede a Castelvolturno nel 2010, il presidente mi disse di andare a vivere in albergo, lasciando Castellammare per stare più tranquillo. Poi non mi ha mai più telefonato. Sono stato malissimo. Dopo le lettere e gli sms fui costretto a lasciare la mia città. Quando andai alla Juve, nelle lettere c’era scritto che avrebbero picchiato la mia famiglia per il mio addio al Napoli. Le polemiche dopo l’ultimo gol contro gli azzurri? Sono tranquillo. Queste voci non mi destabilizzano».

Ieri Fabio era in permesso, ma in serata è rientrato. Ora penserà al campo. E a come ricomporre con i tifosi del Toro, se sarà possibile. Domani all’Olimpico, ore 18, c’è l’anticipo con il Frosinone, prima partita del girone di ritorno. Possibile che vada sotto la curva. Un gesto forte per avere una chance di restare con la maglia granata.

Ma il mercato potrebbe accelerare su di lui. La Fiorentina ha già aperto un canale preferenziale. Lo voleva già in passato e lo ha messo nel mirino per sostituire il partente Giuseppe Rossi. E restano interessate Udinese, Atalanta e pure il Sassuolo. A Giampiero Ventura piace Gregoire Defrel e l’incrocio potrebbe diventare importante. Ma agli emiliani non basta un semplice scambio, vogliono un conguaglio pesante. Il prezzo di Quagliarella è fissato sui tre milioni. E anche l’Inter di Mancini è interessata.

Poi, resta aperta la pista che porta ad Andrej Kramaric, anche se è sempre più impervia da percorrere. Il croato del Leicester, fatto fuori dal tecnico Claudio Ranieri, è ambito dal West Ham pronto a mettere subito sul piatto 8 milioni e a dare un ingaggio super al giocatore. In Italia, inolre, la concorrenza è formata dalla Samp (che deve risolvere anche il problema Luis Muriel; il colombiano è stato sondato dai granata…) e dalla stessa Fiorentina. Ma il giocatore ha uno stipendio importante e la Premier potrebbe alla fine avere ancora la meglio sulla Serie A dove pure il ventiquattrenne ex Rijeka vorrebbe venire per trovare spazio, ricominciare a segnare e non perdere così la convocazione agli Europei con la Croazia.

Passando al mercato dei giovani, sta per diventare granata a tutti gli effetti Richard Friedenlieb Caballero che nel frattempo ha ottenuto il permesso di soggiorno. Mercoledì il suo entourage sarà a Torino per concludere l’iter che porterà al tesseramento. Per il giovane difensore centrale paraguaiano, classe ‘97, è il sogno che si avvera, finalmente. «Da sempre voglio solo giocare a calcio», scrive sulla pagina di Facebook. Soltanto che la burocrazia ci aveva messo lo zampino e rischiava di fare la fine dell’attaccante Francesco Serafino. Il ragazzo è possente fisicamente, oltre 1,90 di altezza, e in prospettiva può diventare un campione.

«Quelle lettere in cui era scritto che ero un camorrista e un pedofilo arrivarono anche a Castel Volturno queste le sue dichiarazioni -. Da quel momento De Laurentiis prima smise di telefonarmi, poi mi chiese di andare a vivere nel centro sportivo e infine mi cedette alla Juventus».Insieme testimone e parte lesa, quindi, per una vicenda antecedente al suo passaggio alla Juve avvenuto nell’estate 2010. Una vicenda che in realtà pare essere iniziata qualche anno prima, perché pure l’Udinese i cui colori Quagliarella aveva difeso dal 2007 al 2009 avrebbe ricevuto analoghe lettere diffamatorie, poi spedite anche alla società presieduta da Agnelli. «Non capivo perché dovessi vivere a Castel Volturno così Quagliarella se poi a Castellammare di Stabia abitavano due compagni di squadra dell’epoca. Ho capito solo dopo che quelle lettere erano state inviate anche alla società». Di lì il gelo tra lui e il presidente, poi la cessione. «Avevo conosciuto Piccolo nel 2006, mi chiedeva autografi, foto e magliette: richieste diventate sempre più pressanti. Quindi iniziarono le lettere nelle quali venivo accusato di essere camorrista, di partecipare a orge e di essere un pedofilo. Minacce giunte anche a mio padre e alla mia fidanzata dell’epoca». Quagliarella ha anche raccontato che a casa del padre era giunta anche «una fotocopia con una bara e la mia foto sopra».

Tornando a Quagliarella, va detto che ieri sera una sua foto sull’aereo per Napoli (diffusa da calciomercato.it) ha fatto decollare anche parecchie illazioni. Ma risulta che l’attaccante abbia semplicemente ottenuto il permesso di tornare a casa per problemi personali: un blitz di 24 ore, insomma. E Gazzi? Ieri il ds del Cagliari, Capozucca, ha dichiarato: «Il Torino per darlo via deve trovare un sostituto che al momento non ha scovato. Gazzi è un giocatore il cui profilo ci poteva andare bene, e c’era anche un accordo di massima con il Torino. Ma in questo momento l’operazione non si può fare». Ma più avanti magari sì, se il Torino troverà un eclettico centrocampista centrale (voci su Valdifiori, Cigarini, Viviani, oltre alla variabile rappresentata dalla mezzala Marquinho).

PRESIDENTE — Sulla cessione alla Juve ha aggiunto: “All’inizio della mia avventura al Napoli il presidente De Laurentiis mi chiamava ogni giorno, poi improvvisamente non solo ha smesso di contattarmi, ma è arrivato a chiedere che mi trasferissi al centro sportivo di Castel Volturno (dove si allenano i giocatori azzurri). Una richiesta strana, visto anche che due miei compagni, Iezzo e Vitale, vivevano nella mia città natale, Castellammare di Stabia. Quindi il trasferimento alla Juve, cosa di cui non si era mai parlato prima”.

“Dopo le calunnie – ha detto Quagliarella davanti al giudice Ernesto Anastasio – spedite in sede a Castelvolturno nel 2010, il presidente mi disse di andare a vivere in albergo lasciando Castellammare per stare più tranquillo. Prima mi chiamava ogni giorno, poi non mi ha mai più telefonato”. Le lettere sarebbero state inviate tra il 2007 ed il 2010, oltre che al Napoli, anche a Samp, Udinese e Juve oltre che alla famiglia dell’attaccante granata. Quagliarella ha spiegato quanto abbiano inciso negativamente sulla sua carriera e, in particolare, sul suo divorzio dal Napoli: “Per colpa di quelle accuse infamanti sono stato costretto a lasciare la mia città”, ha ammesso il calciatore.

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