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Facebook non censura la destra

FILE - In this Tuesday, April 12, 2016, file photo, Facebook CEO Mark Zuckerberg delivers the keynote address at the F8 Facebook Developer Conference in San Francisco. Facebook is under fire after a report from a Gawker site accused it of manipulating its “trending topics” feature to promote or suppress certain political perspectives. Facebook has denied the claims, but the GOP-led U.S. Senate Commerce Committee has sent a letter to Zuckerberg requesting answers about the matter. (AP Photo/Eric Risberg, File)

NEW YORK Sono tendenze spontanee o vengono segretamente manipolate? A sentire una talpa che vuole mantenere l’incognito, il paragrafo che su Facebook elenca le notizie “trending” non è il parto asettico di un algoritmo che ha meccanicamente spulciato migliaia di fonti: nella scelta delle storie da lanciare ci sarebbe lo zampino di esseri umani, che obiettivi non sono e non sono stati. La denuncia comparsa qualche giorno fa su Gizmodo, un popolare blog di tecnologia, sta causando grande dibattito negli Usa, considerato che siamo nel mezzo di una feroce campagna elettorale che promette di diventare anche più infuocata nei mesi estivi. La talpa che ha parlato a Gizmodo sarebbe un ex impiegato di Facebook, e secondo le sue parole nella preparazione della sezione trending sarebbero state compiute scelte «a sfavore dei conservatori», anzi in certi casi sarebbe stata effettuata vera e propria censura.
L’ALLARME
L’accusa è pesante, e ha generato immediate furibonde reazioni proprio da parte della destra, allarmata che in modo sotterraneo Facebook possa influire sulle scelte degli elettori. Non va dimenticato che Facebook è il più potente social network del mondo con oltre un miliardo e mezzo di visitatori al mese, e negli Stati Uniti è secondo solo a Google. Il Ceo di Facebook dunque, Mark Zuckerberg, è dovuto scendere in campo di persona, per confermare che una pronta indagine ha provato che i dipendenti «non hanno censurato storie con punti di vista conservatrici». Tuttavia a testimoniare di quanto le accuse vengano prese sul serio e quanto si tema che il network ne possa soffrire, Zuckerberg ha esteso un invito ai leader conservatori, per un incontro chiarificatore: «Potete contare sul mio impegno – ha scritto sulla propria pagina Fb -. Voglio essere sicuro che la nostra piattaforma rimanga il più aperta possibile».
IL TRENDING
Per dimostrare la propria disponibilità, Facebook ha reso pubblico il manuale che contiene le direttive sulla gestione della sezione “trending”, che è stata creata nel 2014 «per aiutare il pubblico a essere al corrente sui maggiori avvenimenti». Si scopre così che il network usa mille diverse fonti di informazione, e che una notizia diventa candidata al settore trending se è stata ripresa da almeno cinque fonti stampa autorevoli, fra le quali ci sono il New YorkTimes, la Bbc, il Wall Street Journal, Fox News. Quel che non si sapeva, però, è che dopo una scrematura compiuta appunto dai computer sulla base di un algoritmo, gli umani hanno un ruolo nella scelta finale di cosa vada nel colonnino del trending. E la talpa di Gizmo- do sostiene che gli umani hanno volutamente escluso notizie “di destra”.
ILDOCUMENTO
Provarlo in un modo o nell’altro sembra impossibile. Resta però il fatto che lo scorso mese di marzo, gli stessi impiegati di Face- book avevano presentato a Zuc- kerberg un documento collettivo in cui si chiedeva se il network «dovesse o no avere la responsabilità di prevenire una presidenza Trump».

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