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Foodlnl, il primo ristorante londinese a stampare il cibo, piatti, bicchieri in 3D: presto anche in Italia

La tecnologia ha davvero raggiunto livelli davvero straordinari tanto da essere entrata anche in cucina aprendo le porte all’hi-tech. La novità in questione, al momento riguarda la città di Londra dove ha aperto il primo ristorante pop up in 3D, ovvero il Foodlnl, in cui tutto ovvero il cibo, i bicchieri, i piatti, le posate ed i tavoli vengono realizzati con le stampanti 3d. E’ la prima volta che tale tecnologia viene accostata in modo così netto alla gastronomia, ma ci si chiede in effetti cosa bisogna aspettarci da questo binomio.

Possiamo intanto dire che il locale londinese in questione presto sbarcherà anche in altre capitali mondiali, come ad esempio Seoul, New York, Dubai e Berlino; la vera novità è che questo nuovo ristorante potrebbe arrivare anche in Italia, precisamente a Roma, poi a Torino proprio durante il prossimo mese di ottobre. La cena che si è svolta presso il nuovo ristorante hi-tech è costata ai commensali ben 264 euro a persona per nove piatti cucinati grazie ad una stampante 3d che è stata creata dall’azienda byFlow. La tecnologia 3D è ormai nota e viene applicata in vari settori, dal campo medico a quello del design, ma suscita un certo stupore trovarla associata alla gastronomia.Questa tecnica ‘alle stampanti’, invece che hai fornelli, può dare spunti positivi e interessanti al settore della ristorazione”, ha dichiarato lo chef Fabio Tacchella, ovvero il consigliere della Federazione italiana Cuochi, oltre che esperto di nuove tecnologie di cottura e di lavorazione degli alimenti.

“Non sarebbe corretto chiamare, ad esempio, amatriciana un piatto realizzato con prodotti differenti da quelli tradizionali, solo perché sono più adatti alle stampanti. Bisogna sempre stare molto attenti che queste innovazioni non si scontrino con le tradizioni”, ha aggiunto Tacchella.Realizzare un piatto da stampare in 3D richiede sia ingredienti della cucina tradizionale che prodotti della gastronomia molecolare; sostanzialmente il compito della stampante è quello di unirli, con forme che difficilmente possono essere realizzate a mano. La cena tecno-gourmet, ideata dai master chef Joel Castanye e Mateu Blanche, provenienti dai ristoranti stellati La Boscana in Barcellona e elBulli a Londra, si è svolta al Dray Walk in Storeditch, nel cuore del distretto creativo e hi-tech della capitale britannica. Ed è stata definita “un’esperienza gourmet unica… dove la cucina incontra l’arte, la filosofia e le tecnologie del futuro”.

Le possibilità di sviluppo di questo format sono infinite,l’importante è che non ci siano tentativi di stravolgere tradizioni ben radicate, a partire da quella italiana. Non sarebbe corretto chiamare, ad esempio, Amatriciana un piatto realizzato con prodotti differenti da quelli tradizionali, solo perché sono più adatti alle stampanti. Bisogna sempre stare molto attenti che queste innovazioni non si scontrino con le tradizioni”, ha aggiunto ancora Tacchella.

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