Franciasotto Schok: stuprata, filma su Periscope il proprio suicidio sotto la metro

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E’ davvero assurdo quello che è accaduto, nel pomeriggio di martedì 10 maggio 2016 in Francia dove una ragazza di soli 19 anni in diretta streaming su Periscope ha compiuto un folle gesto ovvero quello di uccidersi
buttandosi sotto un treno e filmando tutto con il proprio cellulare.

Che qualcosa nella ragazza non andasse bene si era capito già quando la stessa aveva invitato parenti e amici a seguire la sua diretta su Periscope nel corso della quale ha raccontato di avere subito uno stupro arrivando addirittura a fare il nome e il cognome di quel mostro che le aveva distrutto la vita al punto tale da spingerla a compiere il folle gesto ovvero quello di uccidersi. E così ecco che la diciannovenne che nel primo pomeriggio aveva annunciato ai suoi followers di voler fare, in diretta qualcosa di particolare, ha poi continuato il suo video streaming spostandosi nei pressi della Rer C, una delle linee ferroviarie regionali che da Parigi corrono verso la sua periferia, dove ha poi svelato quelle che erano le sue intenzioni.

Alcuni followers dopo essersi resi conto di quello che stava per accadere e soprattutto riuscendo ad aver capito dove si trovava la ragazza hanno pensato di intervenire. Qualcuno ha pensato bene di recarsi sul posto mentre invece solo uno dei followers ha deciso di lanciare l’allarme avvertendo le forze dell’ordine che però non sono riuscite ad intervenire in tempo.periscope-ragazza

All’arrivo della polizia infatti la diciannovenne si era già buttata sotto il treno e gli agenti non hanno potuto fare altro che sequestrare il telefono con il quale la ragazza aveva filmato il suo suicidio in diretta. Secondo quanto trapelato dalle prime indiscrezioni rivelate dalle autorità sembra inoltre che la diciannovenne, proprio poco prima di compiere l’estremo e folle gesto, abbia anche inviato degli sms ad alcune persone. Sulla delicatissima questione la Procura ha deciso di aprire un’inchiesta soprattutto perchè la ragazza, come precedentemente anticipato, proprio poco prima di togliersi la vita buttandosi sotto il treno, avrebbe rivelato di essere stata vittima di uno
stupro arrivando addirittura a svelare anche il nome e il cognome del suo presunto aggressore.

Il portavoce di Twitter per l’Europa si è espresso sulla questione dichiarando nello specifico “Non possiamo fare commenti sui profili individuali”. La ragazza, che lavorava part time in una casa di riposo della vicina Arpajon, nel corso della diretta su Periscope era apparsa particolarmente giù di morale agli utenti di Periscope che hanno fatto il possibile per strapparle un sorriso senza però riuscirci, e proprio a coloro che hanno tentato di tirarle su il morale la ragazza avrebbe risposto ‘Non preoccupatevi, non è la mia giornata’ continuando poi ‘beh forse in un certo senso lo sarà’. La ragazza inoltre avrebbe anche fatto riferimento ad un fidanzato con il quale sarebbe stata insieme per tre lunghi anni fino allo scorso mese di settembre descrivendolo come una persona egoista, una persona alla quale ‘la sofferenza di chi gli sta intorno non lo riguarda’ continuando poi “Spero che il mio messaggio gli arriverà’.

PARIGI Dell’ultimo streaming di Océane ieri sera restava soltanto la fine: un lungo silenzio nero, e poi immagini altalenanti di sassi, una mano, le voci dei soccorritori. Océane, 19 anni, ha lasciato acceso il telefonino mentre si buttava sotto al treno, come aveva annunciato a chi la stava seguendo in diretta su Periscope, erano quasi mille martedì pomeriggio: Océane sul divano di casa, Océane che esce, Océane che arriva alla stazione di Egly, nell’Essonne, banlieue a sud ovest di Parigi, Océane che si avvicina al binario del regionale delle 16 e 29 per Saint Quentin en Yvelines. Il suicidio è stato più o meno annunciato (anche se ieri gli spettatori si giustificavano: non era stata così esplicita), spiegato, realizzato: tutto in streaming video. Senza che nessuna allerta, nessuna mano, sia riuscita a fermarla.

L’unica cosa che forse gli spettatori non sapevano era il vero nome di quella ragazza che li invitava ad avere pazienza, a restare connessi, che stava per succedere qualcosa: su Periscope Océane aveva uno pseudonimo, Imanolthecat. L’inchiesta ora è in corso. Twit- ter, che di recente ha acquistato l’applicazione Periscope, aspetta i primi risultati per pronunciarsi. Per ora: no comment «per ragioni di sicurezza e privacy». Il problema è che resta difficile intervenire in tempo reale mentre si consumano in diretta aggressioni o suicidi. Su Periscope, c’è un clic di allerta, ma vale per tutto, contenuti osceni o magari la ritrasmissione di una partita di calcio a pagamento, ci sono dei formulari da inviare via mail, difficili da trovare.

Davanti al gesto estremo di Océane ci sono stati soltanto spettatori. Lei era sola nel suo monolocale a Egly, poco lontano dalla stazione. Una ragazza «senza storie» ha detto il sindaco di Egly, che non la conosceva personalmente. Océa- ne E. non studiava più, lavorava in una casa di riposo. L’inchiesta sta ricostruendo le sue ultime ore attraverso i suoi ultimi video, i suoi ultimi sms. L’ultimo messaggio è stato inviato a un amico del suo compagno: lui l’avrebbe violentata, questa sarebbe la causa della sua decisione di farla finita. La morte è stata preceduta da tre «live», postati anche su you tube. A chi la segue, dice che ha «delle cose da dire», su «un tipo», «il mio ex». Dice che l’ultimo live non sarà «per finta», che «è l’unico modo per far passare il messaggio che voglio far passare, perché poi ci saranno articoli sui giornali» e tanto peggio «se sarà scioccante, perché tanto, fino a quando non provochi, la gente non capisce». Prende il tempo di rispondere ai suoi abbonati, rassicura un ragazzo: «ma no, basta, mica ho detto che mi ammazzo». Poi arriva l’ultimo streaming, lei aspetta «che ci sia più gente».

In mezzo al «pubblico», c’è Léa, che ha 14 anni e ha rilasciato una testimonianza sul sito Rue89: «Non ho commentato niente, però sono rimasta a guardare. Lei diceva che avrebbe fatto qualcosa d’importante, che l’avrebbe fatto perché il suo ex l’aveva picchiata e violentata, che le aveva rovinato la vita, che non sapeva più che fare. Ho pensato che non c’era niente di vero…il video termina nel momento in cui arriva sui binari: io non ho visto niente…Ero scioccata, mi sono riconnessa su Periscope per vedere se stava bene, poi ho letto l’articolo sul giornale, e ho capito. Non l’ho ancora detto ai miei genitori…». Dicono che Océane avesse «problemi psicologici», lei diceva ai suoi «abbonati» che lavorava troppo poco, aveva un contratto per venti ore a settimana, e per questo, stava tanto su Periscope.

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