Francia Shock: “Vestite con abiti troppo leggeri” Islamico accoltella madre e tre figlie

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1864605_accoltellateNel giorno in cui all’Assemblea nazionale è iniziato il dibattito parlamentare sulla proroga dello stato d’emergenza, con la destra neogollista di Nicolas Sarkozy e il Front national di Marine Le Pen che chiedono misure d’eccezione alla gauche di governo (creazioni di centri di radicalizzazione, arresti domiciliari con il braccialetto elettronico per tutti i francesi sospettati di essere in contatto con reti terroristiche, chiusura di tutte le moschee salafite), la Francia torna a essere scossa da una serie di episodi che mostrano tutta la sua fragilità e confermano il clima di insicurezza in cui sta vivendo il Paese dagli attentati di Charlie Hebdo.

A una settimana dalla strage islamista di Nizza, ieri, nelle Hautes-Alpes, in un villaggio vacanze situato nel Comune di Laragne, un uomo di 37 anni, musulmano praticante e di origine marocchina, ha accoltellato una donna e le sue tre figlie che alloggiavano nel bungalow accanto al suo, mentre stavano facendo colazione. Secondo i primi elementi dell’inchiesta e le informazioni della rete all news ITélé, l’aggressore, Mohamed Bou-farkouch, avrebbe attaccato la madre di 46 anni e le sue tre figlie di 8,12 e 14 anni per i loro «abiti troppo leggeri». Raphael Balland, procuratore della Repubblica di Gap, dove sono attualmente ricoverate la madre e due delle sue figlie (la terza e più piccola, con un polmone perforato, è in gravi condizioni all’ospedale di Grenoble), non ha confermato questa versione, dichiarando tuttavia che «il motivo dell’aggressione non è chiaro».

La rete M6, ieri sera, ha evocato un’altra ipotesi emersa da altre testimonianze: poco prima dell’aggressione, il padre delle vittime sarebbe uscito dal bungalow con addosso solo bancheria intima, comportamento che avrebbe “scioccato” Boufarkouch, in compagnia di sua moglie incinta e dei suoi figli, spingendolo a “vendicarsi” con le donne del vicino.

L’aggressore non era noto ai servizi segreti francesi, ma avrebbe dei precedenti per atti violenti. Residente negli Yvelines, nella regione parigina, si trovava a Laragne per trascorrere le vacanze con la famiglia. Lunedì sera, stando ad alcune fonti vicine all’inchiesta, si«sa-rebbe sentito male» e avrebbe dovuto «abbandonare il villaggio vacanze» ieri mattina, invece si trova ora in stato di fermo alla gendarmeria di Gap. Secondo la moglie, Mohammed Boufarkouch aveva dei «problemi mentali».

Per Amaury Navarranne, consigliere Fn nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, «non ci sono dubbi sui motivi religiosi» che avrebbero spinto l’aggressore ad accoltellare le quattro vittime. «I loro vestiti “troppo leggeri” sarebbero all’origine dell’atto del delinquente che è stato interrogato dalle forze dell’ordine poco dopo aver tentato di fuggire», ha dichiarato Navarranne, prima di aggiungere: «Questo atto dimostra che tutti i territori sono sottomessi a questa violenza comunitarista e islamista di cui constatiamo, giorno dopo giorno, i drammi che provoca».

Sempre ieri, un uomo armato e all’apparenza squilibrato si è barricato per circa dodici ore all’interno di una camera dell’Hotel Formule 1 a Bollène, circa 25 chilometri a nord di Avignone dopo aver rifiutato di pagare il conto e aver litigato con il direttore. Sul luogo erano intervenuti gli artificieri e la zona era stata isolata perché era stato notato un pacco sospetto dal quale fuoriuscivano fili elettrici e si sospettava che fosse imbottito di esplosivo. In serata, la polizia locale ha comunicato l’avvenuto arresto dell’uomo.

Un padre di famiglia che in un villaggio vacanze sulle Alpi si scaglia con un coltello all’ora di colazione su una mamma e le sue tre bambine: forse è depresso, forse ha gridato Allah Akbar, forse non gradiva come erano vestite, ma pare di no. Che importa: la bambina più piccola ha il polmone perforato, per fortuna se la caverà.

Poche ore prima, all’alba: un tassista è fermato nella banlieue di Parigi con la bandiera dell’Isis nel cellulare e candelotti di dinamite a casa: era schedato, forse voleva colpire, forse no, ma aveva anche dei passaporti falsi, partono le verifiche nel suo entourage. E poi nel primo pomeriggio a Bollène, vicino a Avignone: un uomo urla e si barrica in una camera d’albergo. Forse non voleva soltanto pagare il conto, ma forse ha una cintura esplosiva, qualcuno ha visto uno zaino, dei fili elettrici: l’albergo è evacuato, l’autostrada che passa vicina è bloccata, sul posto arrivano le teste di cuoio.

Questa è stata ieri un’ordinaria giornata di psicosi e allerte nella Francia che si appresta a prolungare lo stato di emergenza di tre mesi, ma forse di sei, come ha detto Franqois Hollande da Lisbona, magari addirittura «fino al 2017», e poi chissà ancora di più, senza limite, come auspicano numerosi deputati all’Assemblée Nationale, e con loro tanti sindaci, in prima linea davanti a una popolazione angosciata da una minaccia che appare sempre meno identificabile e sempre più ineluttabile: il jiha- dista, il terrorista radicalizzato talmente in fretta da non essere nemmeno nel radar della polizia, o magari soltanto uno squilibrato che ha trovato un grido di battaglia, Allah Akbar, per fare strage. Come dopo Charlie, come dopo il Bataclan, e adesso dopo Nizza: i primi giorni che seguono l’attacco sono quelli delle scosse di asse stamento, dei fatti di cronaca che sembrano indicare che non finirà più.

Ieri mattina è sembrato subito un nuovo atto di terrorismo “low cost” quello del 37enne Mohamed Boufarkouch, marocchino residente nell’hinterland parigino, che ha aggredito con un coltello una donna di 46 anni e le sue tre figlie in un villaggio vacanze a La- ragne, nelle Alpi francesi. Le vittime stavano facendo colazione, l’uomo alloggiava nel bungalow accanto con la sua famiglia, la moglie e i due figli. Difficile capire ieri se il movente siano stati «i vestiti troppo succinti» indossati dalle vittime (come dichiarato da una consigliera regionale del Fronte nazionale), o un disturbo mentale dell’aggressore, che lunedì sera aveva avuto un malore e aveva già deciso di anticipare il ritorno a casa. Le vittime sono tutte fuori pericolo, anche la più piccola di otto anni, operata a un polmone. Passa qualche ora, e l’allarme scatta vicino a Avignone, a Bollène, in un Formule 1, una catena di motel economici. Un uomo si barrica in camera. Pare che non voglia pagare il conto, che ci sia stata una lite con il responsabile, che sia armato di un coltello. Ma alcuni clienti vedono uno zaino, e i fili elettrici che ne escono, anzi, peggio, sarebbe stato lui a mostrare una scatola con dei detonatori, e subito è allarme: esplosivo, kamikaze.

Immediata è l’evacuazione dell’albergo, immediato il blocco dell’autostrada A7 che passa a meno di un chilometro, e immediato l’arrivo delle teste di cuoio. L’uomo si arrende dopo cinque ore ed è subito posto in stato di fermo. Da Lisbona, Hollande si dice disponibile al prolungamento dello stato di emergenza oltre i tre mesi supplementari già allo studio dell’Assemblée nationale. L’opposizione dei Repubblicani ieri ha chiesto l’apertura di una commissione d’inchiesta per chiarire se l’attacco sulla promenade des Anglais avrebbe potuto essere evitato. «La Francia non sarà mai in ginocchio» ha detto Hollande, ma la Francia fatica sempre più a risollevarsi dopo ogni colpo.
Molti festival estivi sono stati annullati in provincia. Oggi comincia Paris Plage, le “spiagge” dell’estate parigina tra la Senna e la Villette: nessuno ha pensato ad annullare, tutto «deve» andare come previsto ha ripetuto il Municipio, ma la Prefettura ha deciso di “raddoppiare” il sistema di sicurezza e di proteggere gli ingressi con blocchi di cemento. Ieri, la giornata si è conclusa con un ultimo allarme: incendio a gare du Nord, completamente interrotto il traffico ferroviario, nessun Eurostar per Londra, nessun Tgv per il Belgio. Non è stato un incidente, ma nemmeno terrorismo: il risultato del tentativo di un furto di cavi che ha mandato in tilt un trasformatore.

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