Freccero: proporrò il ritorno di Grillo in Rai insieme a Benigni e Celentano

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Nello specifico, per Grillo la prima notizia censurata dalla Rai riguarda il sindaco di Brescello Marcello Coffrini, sostenuto dal Pd ed elogiatore di boss della ‘ndrangheta, che si è dimesso in seguito alle pressioni sorte nel blog di Grillo. “Quello che mi interessa invece è approfittare della nuova situazione che si sta creando, con Grillo che sta per lasciare il Movimento 5 Stelle per ritornare ad essere un comico, perché vorrei tanto riportalo inRai“. 16 puntate in cui garantisco ai pubblicitari un audience minima del 32 per cento.

Attraverso il suo seguitissimo blog, Beppe Grillo ha dichiarato che la Rai: “È diventata unatelevisione fascista che censura su tutti i tg le notizie scomode per il Governo”, riferendosi in particolare a un paio di news riguardanti due sindaci appoggiati dal Partito Democratico che a suo giudizio: “sono state completamente censurate dal servizio pubblico pagato con i soldi di tutti i contribuenti che, volenti o nolenti, si troveranno il canone in bolletta”. “Sono un uomo di televisione non di propaganda, come quelli che rilasciano commenti idioti sul web“.

A queste pesanti accuse ha risposto, però, il Segretario della Commissione di Vigilanza Rai,Michele Anzaldi (anche lui del PD), che risponde a tono alle accuse di Grillo infatti, come afferma Anzaldi, la Prima Commissione di Vigilanza RAI è presieduta dai pentastellati e che, qualora notate irregolarità, avrebbero anche potuto far sentire la loro voce.

Il ventilato ritorno di Beppe Grillo su Rai 1 desta già polemiche. Inoltre, continua Grillo, ci sarebbe un’altra notia sulla quale la RAI avrebbe glissato, ovvero che si è scoperto che il sindaco, anch’egli del PD, di Reggio Emilia attualmente viva in una casa comprata dal crotonese Francesco Macrì, imputato per associazione alla ‘ndrangheta.

L’idea ha inoltre scatenato polemiche nel mondo politico.

A parte un paio di ospitate a Sanremo sul finire degli anni ’80 e una comparsata a Porta a Porta nel maggio scorso (pochi mesi dopo aver attaccato il Festival), Beppe Grillo non mette piede in Rai dal 1986, anno della sua ‘cacciata’ da Viale Mazzini per la battuta ‘Se in Cina sono tutti socialisti a chi rubano?’, pronunciata durante Fantastico 7 a commento del viaggio in Cina dell’allora presidente del consiglio Bettino Craxi.

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