Gina, la donna allergica al suono e alla luce chiede eutanasia

Un documentario racconta per la prima volta la storia di Gina, affetta da un male incurabile che la rende allergica al suono e alla luce

La storia di Gina è stata raccontata per la prima volta in un documentario del regista neozelandese Wendell Cooke.
Gina è una donna di 45 anni, costretta da alcuni anni a vivere immobilizzata nella sua camera da letto, immersa nelle tenebre, bendata e con delle cuffie speciali che la isolano da ogni sorgente sonora. Le sue articolazioni sono deboli e non le consentono più di muoversi o di articolare suoni con la bocca. Per comunicare utilizza una speciale tastiera “touch”, grazie alla quale invia i suoi messaggi a chi le sta vicino.

La condizione di Gina ha lasciato inermi i migliori specialisti del globo. Un filo di luce o una parola sussurrata a qualche metro di distanza, le provocano lancinanti dolori agli occhi e alle orecchie. La sua malattia ha lentamente deteriorato il suo corpo, rendendola paralizzata sul letto, imboccata dai suoi familiari nel silenzio assoluto.

Gina, che vive in una condizione di isolamento interiore difficilmente immaginabile, ha accettato di raccontare la sua storia al documentarista Wendell Cooke nella speranza di vincere la sua ultima battaglia: ottenere l’eutanasia. La sua malattia non mostra segni di miglioramento, ma anzi peggiora giorno dopo giorno.
eutanasia

“Vorrei soltanto morire in pace, tenendo la mano di mia sorella. Non posso sentire più alcun suono e non sono in grado di articolare un discorso.
Amavo gli abbracci…ma non posso più essere abbracciata da nessuno perché le mie ossa sono doloranti. Io credo che un Dio caritatevole darebbe alla gente la possibilità di morire in modo umano.”

Wendell Cooke ha accettato di raccontare questa storia per sensibilizzare l’opinione pubblica neozelandese su temi quali eutanasia e diritto alla morte.

Le immagini presenti in questa pagina sono estrapolate dal documentario e in quanto tali sono di esclusiva proprietà del suo autore.

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