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Gli elettori sono tutti uguali (una testa, un voto), gli eletti no

vezzali-valentina-montiOrmai di legge elettorale non ne parla più nessuno. O meglio, se ne parla solamente per gli effetti nefasti che potrebbe produrre al Senato. Una ripartizione dei seggi che definire aberrante è un eufemismo, un premio di maggioranza regalato alla coalizione che arriverà a prendere intorno al 35% dei voti, la presenza di liste bloccate lunghissime che offendono la dignità degli italiani. Ma c’è un altro punto di questo assurdo meccanismo elettorale che davvero offende la Costituzione e che mette nella posizione di notevole disparità gli eletti con gli elettori. Noi elettori siamo uguali, siamo tutti uguali (come si suol dire, una testa, un voto), ma gli eletti no. Il Porcellum ha creato un altro mostro: quello dell’esercito dei pluri-candidati, quello di chi partecipa come capolista in più regioni salvo poi decidere di essere eletto in quella determinata circoscrizione.

E meno male almeno: ancora oggi possiamo essere felici nel vedere che, come rilevato acutamente dal Prof. Michele Ainis sul Corriere della Sera, “nessuno può posare i propri glutei contemporaneamente su più di una poltrona”. Il Porcellum permette anche questo: permette che sia l’eletto ad eleggere e non l’elettore. Un ossimoro tutto italiano che mette sotto i tacchi la dignità del popolo votante, di chi ancora crede nei valori di una democrazia sana, forte, competitiva. Fini e Ingroia sono capilista in tutta Italia, Tabacci vede il suo cognome primo nelle liste in dieci regioni, Casini in cinque, Bersani in tre. Perfino la Vezzali è candidata sia nelle Marche (sua regione di appartenenza, sia in Campania). E come sottolinea ancora il Prof. Ainis, che abbiano almeno la dignità di comunicare prima del voto in quale regione, circoscrizione opteranno per essere eletti. Almeno questo. Ma siamo sicuri che non lo faranno.

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