Unioni civili: Gli schiaffi della Boldrini alla piazza del Family day

Sulla imparzialità della presidente della Camera nessuno si faceva illusioni, ma ieri Laura Boldrini ha migliorato il proprio record. In un colpo solo ha fatto almeno tre cose che la terza carica dello Stato non dovrebbe fare.

Innanzitutto ha volutamente umiliato il popolo del Family Day che sabato prossimo si riunirà a Roma, dicendo che il Parlamento ha il compito di «non deludere le aspettative» di coloro che sono scesi in piazza ieri. In altre parole, una richiesta esplicita di ignorare chi in piazza ci andrà il 30 gennaio per testimoniare idee di segno opposto. Un gesto di discriminazione politica che Matteo Renzi nei giorni scorsi è stato ben attento a non commettere, mettendo bene in chiaro che «tutte le manifestazioni meritano rispetto».

Lo avrà fatto perché da grande sogna di creare il partito della Nazione e quindi non vuole giocarsi il voto moderato, lo avrà fatto perché sull’argomento il Pd e la maggioranza sono spaccati, ma la differenza colpisce: per la Boldrini gli unici degni di essere ascoltati sono quelli che la pensano come lei.

Secondo: nonostante sia istituzionalmente obbligata a svolgere il ruolo di arbitro, è entrata a gamba tesa sul processo legislativo in corso (per di più nell’altro ramo del Parlamento: che ne pensa il presidente del Senato?). Non si è limitata a invocare una legge che regolamenti la materia, cosa già discutibile ma ormai entrata nelle consuetudini dei presidenti delle Camere, ma è scesa nei dettagli di ciò che essa dovrà prevedere, chiedendo l’approvazione della versione più estrema del ddl Cirinnà.

Secondo la Boldrini infatti «sarebbe grave» se il testo varato dal Parlamento non prevedesse la stepchild adoption, cioè l’adozione del figlio di uno dei due componenti di una coppia omosessuale da parte del partner. Che è il punto più controverso della vicenda, visto che essa rappresenta l’escamotage per assegnare alle coppie omosessuali la comune paternità di figli che sempre più spesso sono concepiti all’estero usando il seme di uno dei partner in una procedura di «procreazione medicalmente assistita» che nella grande maggioranza dei casi prevede l’affitto dell’utero di donne bisognose.

Un mercimonio del corpo della donna che non sembra scandalizzare né la Boldrini né altre/i a sinistra. Il terzo errore della presidente della Camera è quello di trasformare il dovere di provvedere al figlio del partner in un «diritto» all’adozione. Parole sue: «Quando muore il partner e il figlio resta solo, il partner ha il dovere di occuparsidelfiglio. Se è un dovere naturale perché non deve essere anche un diritto?».

Una mostruosità logica e giuridica. Come le fa notare il senatore Lucio Malan, è «come dire che uno ha il diritto di essere ammesso nell’esercito, visto che la Costituzione dice che difendere la Patria è dovere del cittadino». Pure i nonni, gli ziie i fratelli maggiorenni hanno il dovere di occuparsi di un bambino rimasto senza genitori, ma questo non rende ognuno di loro titolare di un diritto all’adozione.

Tanto più che la legge attuale consente già l’adozione da parte del convivente del genitore (senza specificarne il sesso), prevedendo che i minori orfani di padre e madre possano essere adottati anche da persone non sposate, purché «unite al minore (…) da rapporto stabile e duraturo preesistente alla perdita dei genitori». Il caso invocato dalla presidente della Camera, dunque, è già tutelato da una norma che la Boldrini sembra ignorare.
A che serve allora una nuova legge fatta come vuole lei? In tantissimi casi servirà a chiudere l’operazione iniziata con l’affitto dell’utero di una poveretta, anche se nessuno di quelli che oggi invocano la stepchild adoption ha il coraggio di dirlo.

“Quando il partner muore ed il figlio resta solo, il partner ha il dovere di occuparsi del figlio. E’ quasi naturale che questo dovere si traduca in un diritto. Se è un dovere naturale perché non deve essere anche un diritto?”. Così Boldrini si schiera a favore della stepchild adoption. “Sarebbe grave il contrario: se il partner si disinteressasse di questo figlio e lo lasciasse al proprio destino. Se è un dovere naturale perché non deve essere anche un diritto?”

“L’Italia vive ancora un periodo di di crisi. Per riprendersi ha bisogno dell’impegno di tutti. Se ciascuno desse un’ora del proprio tempo per il paese le cose andrebbero sicuramente meglio”, dice Boldrini rivolgendosi ad un gruppo di cittadini in visita all’aula di Montecitorio per “Montecitorio a porte aperte”.

“La forza del Paese – dice la Presidente della Camera – si vede da come la società è coinvolta, per cui il principio di delega non funziona. I cittadini devono essere più esigenti con i loro rappresentanti e fare scelte. Perché non siamo tutti uguali, e la generalizzazione è la tomba della verità”.

Le critiche di Romani a Boldrini  “Non è assolutamente tollerabile che la presidente Boldrini entri a gamba tesa nel dibattito politico sulle unioni civili. Il suo ruolo di garanzia le dovrebbe suggerire maggiore cautela, evitando di prendere posizioni così nette. Non si può scendere in campo e allo stesso tempo pretendere di essere considerata arbitro imparziale di una partita tutta da giocare. Ancora una volta, purtroppo, la presidente della Camera dimostra la sua inadeguatezza a svolgere un compito che necessita di un equilibrio super partes che non sembra possedere. Stravolgendo le regole della correttezza istituzionale e dichiarandosi per di più apertamente a favore di una legge che presenta evidenti profili di incostituzionalità “.

Lo ha dichiarato Paolo Romani, presidente del gruppo di Forza Italia al Senato. Alfano: “Family day, in piazza con la mente e con il cuore” Angelino Alfano non andrà al Family day perché il suo incarico di ministro dell’Interno glielo impedisce. Lo afferma lo stesso Alfano, sottolineando che “ricoprendo l’incarico di ministro dell’Interno ho il compito di supervisionare che l’intera manifestazione si svolga in un clima sereno e ordinato. È l’unica cosa che mi impedisce di andare: sarò in piazza con la mente e con il cuore”.

One Reply to “Unioni civili: Gli schiaffi della Boldrini alla piazza del Family day”

  1. La Boldrini dimentica spesso che lo scranno di Presidente Camera è pro-tempore!
    Se va in piazza, avrebbe delle regole imposte dal ruolo e buona educazione civica da rispettare, e non lo fa.
    Inoltre dallo “sgabello” di Presidente della Camera vuole impartire lezioni sulle connessioni Internet e utilizzo della telematica, considerando “impreparati” i deputati e Popolo Sovrano.
    Un comune cittadino, contribuente ed elettore veneto non può pagare on line il bollo di circolazione. Infatti, sono CINQUE le regioni italiane che non hanno questa comodità.
    Se volete verificarne la fonte: il sito ACI, che è della Pubblica Amministrazione!
    Ovviamente la Boldrini non ha queste incombenze…..

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