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Monti: “Forte coi deboli e debole coi forti?” Tu l’hai detto

E’ passata solo quanche settimana da quando, dopo la clamorosa protesta dell’Abi i cui vertici avevano addirittura minacciato le dimissioni, il Governo decise di fare retromarcia sull’abolizione delle commissioni bancarie sui prestiti. Oggi la storia si ripete. Un altro regalo alle nostre care banche. Il governo ha deciso di eliminare dal decreto sulle liberalizzazioni la norma che introduceva la gratuità del conto corrente per i pensionati che percepiscono fino a 1.500 euro. Lo ha detto alla Camera Gianfranco Polillo, sottosegretario all’Economia, sottolineando come il provvedimento sia un danno per le banche. Ma le precedenti manovre non rapprentavano un danno per pensionati, consumatori, lavoratori? Allora perchè le hanno introdotte?

Quando si è trattato di far pagare i cittadini italiani, oltre a qualche lacrimuccia (di circostanza?), non si sono fatti poi così tanti scrupoli. Tra le altre cose: hanno ridotto le pensioni (in termini reali visto che hanno bloccato l’indicizzazione), aumentato l’età pensionabile e le tasse sui carburanti, e reintrodotto l’ICI (sebbene con un nome diverso, IMU). Nell’introdurre queste politiche lacrime e sangue hanno affermato che erano necessarie per il bene del Paese, per evitare il default. Gli Italiani, dimostrando grande senso di responsabilità, hanno accettato (supinamente ed a malincuore) tali provvedimenti senza scatenare plateali proteste.

All’inizio del mese di marzo,  in un’intervista rilasciata a Bruxelles, Monti aveva fermamente contestato l’idea, che circolava insistentemente sui mezzi di informazione, secondo la quale il Governo sarebbe forte con i deboli e debole con i forti. “Forte con i deboli e debole con i forti? Non mi sembra che le banche abbiano considerato morbida l’azione del governo” aveva detto. Purtroppo le ultime decisioni prese sembrano fortemente avvalorare la tesi contestata dal Presidente del Consiglio.

Ma poi le banche meritano davvero tutte queste particolari attenzioni da parte del Governo? Mi pare proprio di no. Guardando egoisticamente ai propri interessi, gli istituti di credito non hanno infatti esitato a tagliare drasticamente il credito alle imprese e alle famiglie italiane (credit crunch), investendo i diversi miliardi di euro che la BCE ha trasferito loro (114 mld solo nel mese di dicembre 2011 al misero tasso dell’1%!) in titoli di Stato.

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