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Guardava Sky senza pagare abbonamento, carcere e multa a 52enne palermitano

È arrivata la stangata per tutti i furbetti che utilizzano Sky e Premium senza pagare il canone. Sembra che i trasgressori rischino il carcere e anche una multa. E’ questo sostanzialmente quanto deciso dalla Corte di Cassazione Penale con la sentenza 46443/17 pubblicata nella giornata di ieri. Secondo la Cassazione, dunque, la condotta di chi installa un decoder collegato alla lan domestica e all’impianto satellitare così da rendere visibili canali televisivi dell’emittente a pagamento in assenza della Smart card originale, dovrà essere sanzionata penalmente ai sensi dell’articolo 171 octies della legge sulla protezione del diritto d’autore. In questo modo la Cassazione ha condannato a 4 mesi di reclusione e €2000 di multa un palermitano di 52 anni, il quale vedeva Sky nella sua abitazione senza avere la relativa smartcard, acquistando i codici necessari per i programmi criptati da un soggetto terzo che li vendeva a prezzi davvero molto più convenienti rispetto al canone.

Il palermitano è stato dunque condannato per aver installato un apparecchio con decoder regolarmente alimentato alla rete lan, ovvero alla rete domestica ed Internet collegato con la tv e l’impianto satellitare in modo da rendere visibili i canali televisivi del gruppo Sky Italia, in assenza però delle relative Smart card. L’uomo si è difeso senza però ottenere alcun effetto positivo, sostenendo di avere acquistato questi codici di decodifica dei programmi sul web. La condanna è arrivata dai giudici della terza sezione penale della Suprema Corte, i quali hanno confermato la duplice condanna inflitta in primo grado del Tribunale di Palermo e dalla Corte d’Appello del Capoluogo siciliano nei confronti del cittadino palermitano.

Lo stesso si era difeso davanti alla Cassazione ritenendo che i giudici territoriali avessero affondato il verdetto di colpevolezza sul sistema del cardsharing, ravvisabile in presenza del kit sharing consistente in un decoder in una smart card collegata, come l’imputato avesse potuto accedere alla visione dei canali Sky in assenza di una Smart card che non sarebbe stata mai rinvenuta presso la sua abitazione. Inoltre, aveva riferito di aver acquistato i codici di decodifica sul web giustificandosi in qualche modo, ma a nulla è valsa la sua giustificazione tanto che l’uomo è stato multato e arrestato.

Intervenuto sulla questione Giovanni D’Agata presidente dello sportello dei diritti, il quale ha dichiarato che questo senz’altro è una sentenza esemplare che costituisce un precedente che desterà sicuramente preoccupazione in coloro i quali continuano con svariati sistemi a decriptare il segnale delle Tv a pagamento. Per la Cassazione, dunque, l’illecito penale scatterò tutte le volte in cui qualcuno guarderà la tv satellitare senza pagare il canone aldilà del metodo adottato per eludere la protezione del segnale dal card sharing ai codici comprati online. Risponderà inoltre del reato tanto chi agisce per fini di lucro, sia coloro i quali agiscono per interesse personale ovvero per uso domestico.

“Stop al calcio gratis su Internet”
La Cassazione: è reato trasmettere sul web lepartite dellapay tv

Emozioni, tifo, gol. E tutto rigorosamente gratis. Per guardarsi le partite di calcio del- lasquadradel cuore, in santapa- ce e senza cacciare un euro anche se erano trasmesse solo su una pay tv, in molti accendevano il computer. Il sistema: andare su due siti italiani collegati ad altri server cinesi che mandavano in onda le prodezze degli attaccanti dopo averne, loro, pagato regolarmente i diritti a Sky per trasmetterle localmente.
Adesso la Cassazione ha decretato lo stop alla diffusione gratuita dei link delle partite di calcio, considerate come opere di ingegno e quindi protette dal diritto di autore. E ha disposto un nuovo processo nei confronti dei due milanesi indagati nei mesi scorsi per aver «illecitamente diffuso e trasmesso via Internet con la modalità peer to peer eventi sportivi dei quali Sky vantava appunto l’esclusiva».
In parole semplici: fornire link per permettere agli utenti del proprio portale di guardare gratis yia web partite di calcio diffuse soltanto dalle tv in abbonamento è reato.
Sono molti i sistemi per aggirare i controlli delle pay tv negli ultimi dieci anni: a cominciare dai truffatori sorpresi nel ’96 nel varesotto che clonavano decodificatori di Telepiù consentendo agli utenti di aver il decoder senza pagare l’abbonamento annuale. Sino alla centrale perla clonazione di smart card scoperta a Taranto nel 2004 con centinaia di schede pronte per il mercato parallelo. Passando per quei perugini che alla fine degli anni ‘90 avevano creato in un unica smart card falsa una sorta di piattaforma digitale europea che poi vendevano a prezzi stracciati e consentiva di vedere gratis le maggiori televisioni europee a pagamento.
Per quanto riguarda la sentenza della Cassazione. Tutto comincia neiprimi mesi dell’anno quando Sky presenta una denuncia. Vengono sequestrati i portali web — creati da due milanesi di 23 e 30 anni—per decisione del pm del tribunale di Milano con l’accusa di illecita diffusione e trasmissione via Internet.
Il sequestro viene però poi revocato dal tribunale della libertà in base al fatto che gli «indagati si erano limitati a diffondere in rete un prodotto che già altri avevano immesso». Contro questa decisione si è opposto in Cassazione il pm milanese e la Suprema Corte ieri gli ha dato ragione accogliendo il suo ricorso.
La diversità sta nel fatto che secondo il tribunale di Milano la condotta dei proprietari del siti web italiani non era considerata reato, non poteva essere punita penalmente in quanto «posteriore alla immissione in rete delle opere protette». Per gli ermellini della Cassazione invece è «innegabile che gli indagati hanno agevolato attraverso un sistema di guida on line la connessione e facilitato la sincronizzazione con l’evento sportivo. In altre parole, dice laTerza sezione della suprema corta, «senza l’attività degli indagati non ci sarebbe stata o comunque si sarebbe verificata in misura minore la diffusione delle opere tutelate». Considerando le trasmissioni calcistiche come opere di ingegno e quindi protette dal diritto d’autore.

Chi non ha un abbonamento SKY o Mediaset Premium ed è appassionato di calcio, sicuramente avrà sentito parlare di streaming gratuito su Internet, ovverosia quei siti che permettono di seguire le partite della propria squadra del cuore senza sborsare un euro. Fino a qualche tempo fa, il servizio RojaDirecta ha fatto la parte del leone dando la possibilità di seguire live un grandissimo numero di eventi sportivi, in barba ai diritti di trasmissione. Il sito è stato, però, oggetto di numerose denunce fino a quando la pesante condanna nei confronti di Igor Seoane, il suo fondatore, ne ha comportato la definitiva chiusura. Su Internet, tuttavia, vale il detto: “morto un papa, se ne fa un altro”. E così RojaDirecta rinasce con lo stesso logo, la stessa home page e un numero considerevole di eventi collegati a siti più o meno efficienti, senza alcun riferimento (palese) al vecchio fondatore. Tuttavia il problema dei banner ingannevoli e malware pronti ad infettarci il computer, caratteristiche di tutti quei siti che offrono gratuitamente contenuti che normalmente dovrebbero essere a pagamento, continua ad affliggere questo segmento di utenza.

Scommetti e vedi in chiaro

Da qualche tempo, per fortuna, si è affacciato in Rete un nuovo modo di vedere gratuitamente, ed in maniera assolutamente legale, alcuni eventi sportivi. La novità è stata lanciata dai siti di scommesse on-line che permettono ai propri utenti di guardare in diretta molti degli eventi giustificando questa scelta aziendale con il fatto che se scommetti su un evento, avere la possibilità di seguirlo dal vivo diventa un ulteriore incentivo a servirti più frequentemente di questa tipologia di servizi. Il vantaggio di seguire gli eventi sportivi più importanti attraverso questi siti “ufficiali” è quello innanzitutto di non trovarsi il computer infettato da spyware e adware di ogni sorta, di non aspettare minuti davanti ad un conto alla rovescia che alla fine ti porta ad una schermata che non ha nulla a che vedere con l’incontro e, soprattutto, non subire l’ansia delle classiche interruzioni del video tipico dello streaming illegale. Tra i più popolari siti di scommesse abbiamo testato il portale bet365, che rispetto ad altre piattaforme simili (come SNAI, Euro- bet o Betaland) offre un’offerta più ampia. Gli utenti che si registrano sul sito www. bet365.it e versano un importo minimo sul conto, vengono abilitati alla visione delle partite di Serie A e B, Championship, Bundesliga e Ligue 1. Ma su bet365 oltre alle partite di calcio, si possono seguire in diretta incontri di tennis, basket, pallavolo e tantissimi altri sport. C’è l’imbarazzo della scelta. Per abilitare PC, smartphone e TV alla visione di tali contenuti bisogna seguire alcuni semplici passaggi. Vediamoli in dettaglio.

Iscriviamoci al servizio
Per usufruire del servizio di Live TV di bet365 occorre aprire un conto che dovrà poi essere attivo per poter seguire le dirette. Ecco come fare e come effettuare un primo versamento.

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