I vampiri esistono? “Si, ma non siamo come in Twilight”

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Intervista col vampiro:”Beviamo sangue umano, ma non siamo come ci dipingono in Twilight o ad Hollywood. Parla Merticus, capo dell’alleanza

“Il vampirismo non è un culto, una religione, una parafilia o una fuga adolescenziale. E sicuramente i vampiri non sono come vengono descritti al cinema o sui libri. Siamo persone come tante altre, che incontrate per strada nella vita di tutti i giorni. Teniamo nascosto questo aspetto della nostra vita per salvaguardarci da chi vede il vampirismo come un tabù.”

A parlare davanti al giornalista di The Guardian è, per la prima volta, Merticus, a capo dell’alleanza dei vampiri di Atlanta, 37 anni, vampiro dal 1997.

Merticus nella vita di tutti i giorni fa l’antiquario, veste normalmente, è sposato e ha due figli e un cane. Afferma che i veri vampiri sono ben lontani da tutti gli stereotipi tracciati dalla cultura pop e che non si diventa vampiri per tendenza.

“Solamente il 35% dei vampiri ha uno stile gotico. Molti di noi deridono i cosiddetti poser o vampiri per moda.”

Merticus spiega che i vampiri moderni non aggrediscono le vittime mordendole al collo per succhiare loro il sangue, lasciandole senza vita in un vicolo buio. Il procedimento è molto più “sicuro”: le incisioni vengono fatte con un bisturi sterilizzato, sotto il controllo di personale medico, a “donatori” che hanno dato il loro consenso. C’è una burocrazia molto pesante in materia, per assicurarsi che il sangue non sia infetto e che il donatore sia in grado di intendere e di volere.

Il desiderio di bere sangue è descritto da chi lo vive come una sensazione intensa e incontenibile, che può portare ad astinenza e che si manifesta per la prima volta durante la pubertà, in maniera scioccante e improvvisa.
Può essere appagato provvisoriamente da una bistecca al sangue, ma la maggior parte dei vampiri ha bisogno di sangue fresco, in media due volte a settimana.

“Non abbiamo timore ad uscire di giorno e siamo a nostro agio con l’aglio. Non ci identifichiamo nell’immagine divulgata dalla cultura pop. Esistiamo in comunità da oltre 30 anni e poiché non c’è un test per il vampirismo, chiunque può unirsi a noi. Siamo tantissimi: avvocati, medici, militari, insegnanti, genitori, individui di ogni età, sesso e religione.”

L’elemento che sembra accomunare i vampiri sembra unicamente la reticenza nell’uscire allo scoperto.
John Edgar Browning, ricercatore che ha studiato per anni le comunità vampire di New Orelans e Buffalo, spiega al quotidiano The Guardian che i vampiri reali soffrono questo costante confronto con il mito del vampiro hollywoodiano e si sentono discriminati.

Sebbene il vampirismo non sia illegale e non sia incluso nel DSM, i vampiri temono che questa passione per il sangue possa escluderli dalle normali attività sociali, precludere loro posti di lavoro e addirittura l’assistenza sanitaria.

Merticus, che non nega la natura predatrice del vampiro, ha sottolineato come tutti i vampiri del suo gruppo seguano norme sanitarie ed etiche ben precise.

“Mi preoccupo per la sicurezza della mia famiglia, per quella economica. E mi auguro che i media non mi attribuiscano i crimini di inesistenti sette di vampiro. Chiediamo solamente la possibilità di vivere liberamente le nostre vite.”

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