Il fiuto dei cani individua il tumore alla prostata prima di ogni altra analisi

Grazie alla loro capacità di individuare tramite l’olfatto anche piccole quantità di sostanze chimiche, i cani addestrati possono trovare tumori prima che possano causare alcun sintomo. Uno studio presentato al meeting annuale della Urologic American Association a Orlando ha dimostrato che i cani fiutano il tumore alla prostata nei campioni di urina con una probabilità di successo davvero stupefacente.

I medici attualmente verificare la presenza del tumore alla prostata nascosto dai livelli di una proteina chiamata antigene prostatico specifico (PSA). Uomini senza tumore alla prostata hanno pochissimi livelli di PSA nel sangue. Un PSA superiore al normale può essere quindi un segnale di avvertimento di precoce sviluppo del cancro prostatico. Eppure un picco di PSA può anche derivare da altre malattie, come la prostatite. L’unico modo per confermare la presenza del tumore alla prostata è una biopsia.
Questo difetto riflette la necessità di migliori strumenti di screening, secondo l’autore principale dello studio, il Dr. Gianluigi Taverna, un urologo presso il Centro Ricerche Huminatas a Milano, Italia. E ‘possibile che i cani possano andare bene, ma “sono necessari ulteriori studi per determinare come potrebbero essere introdotti nei sistemi di assistenza sanitaria“, dice Gianluigi Taverna.

Esistono già due cani, una oppia di pastori tedeschi, del Ministero della Difesa italiana addestrati per rilevare l’odore del tumore alla prostata annusando nei campioni di urina. Taverna e i suoi colleghi hanno già presentato nei mesi scorsi agli animali con 677 campioni di urina, di cui 320 provenienti da uomini con tumore alla prostata e 357 da uomini senza cancro. I cani hanno reagito in modo davvero soddisfacente, riuscendo a identificare le urine con presenza di PSA con una probabilità di successo del 99%.

Se fosse vero, queste cifre di precisione sono di gran lunga migliori di qualsiasi test attualmente nel rilevare la presenza di cancro alla prostata“, commenta uno specialista del cancro alla prostata Dr. Marc B. Garnick di Harvard.

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Lo studio del dottor taverna non è stato il primo a dimostrare che i cani sono in grado di rilevare il cancro alla prostata. I ricercatori del Tenon Hospital di Parigi, in Francia, riferirono già nel 2011 che un singolo cane addestrato rilevasse il cancro alla prostata con una precisione dell 90% di precisione in 66 campioni di urina diviso equamente da uomini con e senza cancro alla prostata. Taverna ed i suoi colleghi hanno voluto confermare tali constatazioni con due cani invece di uno, e con un campione molto più grande di urina.

Le prove, risalenti a più di due decenni, rivelano abilità dei cani di fiutare anche altre neoplasie, tra cui il melanoma, e tumori del polmone e della mammella. Nel primo caso segnalato, pubblicato su The Lancet nel 1989, un cane metà tra un Border Collie ed un Doberman Pinscher annusò con particolare attenzione un neo, tra i tanti, sulla gamba del suo proprietario. Quello che attirò l’attenzione del cane si rivelò in seguito maligno.

Taverna ipotizza che i tumori emettono odori chimici con specifiche “firme“. Ciò significa che l’odore emessa dai tumori della prostata differisce da quella emessa da altri tipi di cancro. La determinazione dei composti specifici emessi dal tumore alla prostata che sono i cani sono in grado di rilevare rappresentano i prossimi obiettivi della sua ricerca.
“Dovrebbero essere considerate con cautela, ma non vedo l’ora di arrivare alla maturazione di questi dati e, auspicabilmente, la conferma dei risultati da parte di altri ricercatori.”

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