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Giovanni Favia, Piazzapulita

“Il fuori onda di Favia è un falso evidente, vi spiego perché”

Giovanni Favia, Piazzapulita

L’idea che quello di Piazzapulita potesse essere uno “scoop” pilotato si è diffusa in rete subito dopo la messa in onda del servizio shock in cui Favia spara a zero contro Casaleggio, Grillo e tutto il Movimento 5 Stelle. Noi abbiamo già pubblicato un post, invitandovi ad ascoltare attentamente cosa succede dopo 2 minuti e 45 secondi del video, quando qualcuno sembra suggerire al consigliere regionale dell’Emilia Romagna cosa dire.

Ora arriva un altro contributo importante per cercare di chiarire una vicenda che subito è parsa molto strana.

Scrive Maurizio Ottomano, giornalista freelance, sul blog di Beppe Grillo: “Il “magic moment” scatta quando viene chiesto a Favia se la democrazia all’interno del MoVimento sia completamente compiuta. Qui Favia fa capire chiaramente che parlerà a fari spenti, davanti ad un caffè… solo che lo fa capire a telecamera accesa! Ora, è abbastanza chiaro che se una persona ha rivelazioni scottanti da fare non lo annuncia palesemente; se invece vuole convincere lo spettatore che gli ruberanno parole in libertà senza che lui lo voglia realmente, allora lo prepara facendo intendere che, da lì in poi, non sarà consapevole di quello che si sentirà, che non si renderà conto di parlare ad un microfono aperto.
Incredibilmente l’audio del fuori-onda è perfetto: non ha nulla a che fare con servizi “rubati” nel passato delle trasmissioni di cronaca in TV. Non è frutto del lavoro di un microfono nascosto (stile Iene), né di quello montato sulla telecamera, altrettanto poco preciso. Sicuramente il microfono in questione è il “gelato” che si intravvede in mano a Pecoraro al secondo 46-47-48 della clip ed è posizionato anche molto vicino all’intervistato, tanto da non essere minimamente coperto dai rumori di fondo, anche se molto vicini. Le parole sono scandite bene, chiare e perfettamente intellegibili; il montaggio è perfetto, le domande del giornalista sembrano più assecondare il racconto che poste per avere risposte precise. Tutto l’audio viaggia fluido fino al minuto 1,44 dove il montaggio si lascia scappare il rumore di uno spegnimento/riaccensione del microfono, impercettibile, ma chiaro. Perché – domanda Ottomano – si spegne/riaccende un microfono se è un fuori-onda “rubato“?”

 Il consigliere regionale del 5 Stelle non è certo nato ieri in quanto media. Infatti ha anche lavorato come regista e produttore cinematografico! Difficile credere che sia fatto fregare come un pollo da un giornalista qualsiasi: “Favia non è lo sprovveduto che pensiamo in balia del giornalista cattivo e di una tecnologia sconosciuta. Non è un’anziana signora ottantenne, ignara di qualsiasi marchingegno elettronico, con il panico da telecamera e la voglia di salutare a casa. Il nostro Favia è abituatissimo alle interviste, dato che il suo presenzialismo in TV ormai è noto a tutti ma, soprattutto, conosce benissimo le dinamiche audiovisive! Il suo curriculum recita tra l’altro:
– nel 2003 frequenta il corso professionale di tecnico di produzione audiovisive;
– direttore della fotografia, titolare ditta individuale per la produzione di materiali audio-visivi e cinema indipendente.
Niente di meno! E’ questa sarebbe la persona che pensava di parlare ad un microfono spento? Vogliamo credere che abbiano portato del carpaccio ad un macellaio facendolo passare per costata e lui non se ne sia accorto? La cosa – aggiunge Ottomano – lascia parecchio dubbiosi”.

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