Il grido delle donne per il diritto di aborto

Aborto, il corpo di una donna è sua proprietà e lei sceglie come meglio crede

Molte donne nel mondo in questi giorni stanno condividono le storie dei loro aborti nel tentativo di aprire il dialogo attorno al movimento ‘pro-choice’ negli Stati Uniti.

Negli Stati Uniti i repubblicani della Camera dei Rappresentanti stanno portando avanti la loro manovra per bloccare il flusso di finanziamenti governativi per le cliniche ‘a pianificazione familiare’, ovvero i centri in cui è possibile abortire.

Ma le donne statunitensi non ci stanno ed un’accesissima battaglia si è scatenata sui social, i blog, i giornali e le strade.

#ShoutYourAbortion

E’ il titolo che è stato dato alla battaglia mediatica contro i tagli sabotatori del governo repubblicano.

La campagna sui social è stata lanciata dalle scrittrici Amelia Bonow e Lindy West che vogliono rendere nota questa faccenda fatta di vergogna e di censura.

In un post di Facebook, poi condiviso anche da Lindy da West su Twitter, Amelia Bonow ha scritto:

“Il racconto di coloro che lavorano per ‘Planned Parenthood’ si basa sul presupposto che l’aborto è ancora qualcosa di cui si sussurra.

“Scegliere l’aborto mi ha reso felice … Perché non dovrei essere felice dal momento che non ero costretta a diventare una madre?

Le sue parole sono un ricordo dello stigma ancora attaccato alla pianificazione familiare (che comprende aborto, controllo delle nascite, emergenza della contraccezione) che vige negli Stati Uniti, ma anche in molti altri paesi del mondo, non da ultimo il nostro.

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