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Il megalomane Monti attacca Berlusconi: “Con lui spread a 1.200”

Ha fatto sempre il diplomatico, Mario Monti, parlando dei politici e dei partiti in genere. Assai meno diplomatico, il premier, quando parla dei comuni mortali. Le randellate sono toccate a giovani, lavoratori dipendenti, disoccupati, esodati e altri “poveri disgraziati” di cui al governo interessa ben poco. Ora, quasi per par condicio, il capo del governo se l’è presa anche suo amico e predecessore, Silvio Berlusconi.

Al Wall Street Journal, Monti ha dichiarato che se il primo ministro fosse ancora B., “lo spread sarebbe di 1.200 punti”. Tradotto: l’Italia sarebbe già in bancarotta, visto che con quel differenziale rispetto ai bund tedeschi, i nostri titoli di Stato pagherebbero interessi del 13-14% l’anno. Situazione chiaramente insostenibile.

Ad ogni modo, il messaggio che il bocconiano ha voluto lanciare è: “Guai a chi mi critica perché lo spread è anche adesso a 500 punti, ovvero lo stesso livello di novembre. Io ho salvato l’Italia, è bene che ne prendiate atto e mi elogiate. Qualsiasi cosa accada, io ho salvato l’Italia”. E pazienza se il Pil cola a picco, i consumi crollano, il debito pubblico, la disoccupazione e la pressione fiscale sono da record… La megalomania di quest’uomo è senza limiti.

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