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Il mercato del lavoro? Una bufala colossale, non esiste

Non passa giorno in cui tv, quotidiani e siti internet non parlino di “mercato del lavoro”. Il grosso guaio è che, a furia di ripetere certe espressioni, la gente pensa realmente che questo mercato del lavoro esista. Il cosiddetto mercato del lavoro è una bufala colossale. Tecnicamente parliamo di mercato quando c’è l’incontro tra domanda e offerta e questo incontro determina il prezzo, nel caso delle merci, il salario se parliamo di lavoro. Il mercato del lavoro, naturalmente, deve tenere conto della legislazione vigente in un determinato paese.

Lo stipendio, dunque, dovrebbe dipendere dalla richiesta di lavoratori da parte di enti pubblici e aziende, ma anche dalla capacità di va a svolgere un determinato mestiere, qualunque esso sia. Compreso quello di politico. Ora, pensiamo ai parlamentari o ai consiglieri regionali. I quali guadagnano tra i 10mila e i 20mila euro al mese. Eppure molti di essi sono degli ignoranti, facilmente sostituibili da gente capace e che si accontenterebbe di 2mila euro al mese!

Pensiamo ai concorsi pubblici. Per ogni posto messo a disposizione, ci sono migliaia di domande. E anche se lo stipendio venisse abbassato, le domande sarebbero tantissime. Ciò significa che lo stipendio potrebbe essere ancora abbassato: ma ciò non avviene. Il che, in assoluto, non è un bene o un male: è un fatto e basta.

Pensiamo alle centinaia di dirigenti della Rai: gente che non capisce un tubo di tv, che non c’ha mai lavorato, eppure ha stipendi a 6 cifre! Pensiamo al professore di ginnastica che lavora all’Istituto Nazionale di Geofisica! Pensiamo ai calciatori di Serie A, alcuni dei quali giocano 5-6 partite l’anno, sono scarsi, eppure guadagnano anche un paio di milioni! Pensiamo ai manager di banche e industrie. Hanno stipendi da capogiro. Un Marchionne guadagna decine di milioni di euro l’anno. Che sia un genio dell’auto? Un uomo così capace che nessuno sarebbe in grado di fare meglio? Balle. Le aziende tedesche che producono auto stanno andando molto meglio della Fiat, eppure i manager di quelle aziende hanno compensi nettamente più bassi di quelli di Marchionne! Stesso discorso per le banche. Che siano in utile o in perdita, i super stipendi dei dirigenti sono garantiti. Ma se ci fosse realmente un mercato del lavoro, questo sarebbe assolutamente impossibile. In un’azienda che è in perdita o che non fa abbastanza utili, i manager sarebbero licenziati, non certo premiati.

E poi c’è un’altra categoria, sempre più ampia. Quella delle persone pagate anche 400 euro al mese. Parliamo dei lavoratori dei call center, di alcuni commessi e dei precari a vario titolo. Ci sono quelli, e sono migliaia, che con la scusa dello stage, nonostante le competenze acquisite, non beccano nemmeno un euro!

E allora, per favore, non parliamo di mercato del lavoro. Semplicemente, perché non esiste nessun mercato del lavoro. Da una parte esistono i privilegiati, che guadagnano mille volte di più di quanto meritano e che potrebbero facilmente essere sostituti. Dall’altra parte, esistono gli schiavi. Schiavi moderni, ma sempre schiavi, chiamati con un eufemismo “precari”. Schiavi che, secondo la nostra Costituzione, non dovrebbero esistere, visto che ciascun individuo, per legge, ha diritto a uno stipendio che gli consenta di vivere dignitosamente! Per favore, impegniamoci tutti. Chiamiamo le cose col loro nome.

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One comment

  1. L’austerità e le politiche di riforme attuate da questo governo (non eletto) otterrano un abbassamento di questa curva, come si vede per l’Irlanda, ma il risultato sarà ottenuto disintegrando l’economia reale. Un po’ come quando leggiamo, per esempio, un miglioramento sui dati occupazionali negli Stati Uniti (NFP). In realtà il mercato del lavoro non sta migliorando, aumentano solo i lavori part-time e sempre più persone escono dalle statistiche perchè ufficialmente non cercano più lavoro (e vengono contati come occupati).

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