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Il Movimento 5 Stelle e il mantra dell’antipolitica

Al di là del pensiero del Colle – che non vede e non sente nessun “boom” – non c’è dubbio che quello del 5 Stelle va considerato un grande successo elettorale. Chi mai avrebbe potuto prevedere che il neonato Movimento voluto da Beppe Grillo riuscisse ad avere un proprio Sindaco, così com’è accaduto a Sarego, in provincia di Vicenza? E chi mai avrebbe scommesso su un “grillino” al ballottaggio nel comune di Parma? Il risultato complessivo è davvero importante, perché consente al movimento fondato da Grillo di entrare nei consigli comunali con decine di esponenti, quasi tutti under 40. In moltissime città, fra l’altro, il Movimento 5 Stelle è andato in doppia cifra, sopravanzando Pdl, Udc, IdV, Sel, ecc. E non va dimenticato che l’obiettivo è stato ottenuto spendendo cifre irrisorie rispetto a quelle a disposizione dei partiti tradizionali. Insomma, parlare di successo sa quasi di eufemismo.

Ho seguito molte delle trasmissioni che si sono occupate dei risultati delle amministrative. Rai, Mediaset o la7, il mantra è stato sempre lo stesso, tant’è che è ormai divenuto ufficiale: “Quello a Grillo è un voto di protesta, che conferma il dilagare dell’antipolitica”. Precisiamo subito che il comico genovese non era candidato, né ha alcuna intenzione di farlo. Ma davvero crediamo che il Movimento 5 Stelle rappresenti l’antipolitica? Questa teoria è tanto stupida, quanto nauseante e facilmente smontabile. Gli aderenti al 5 Stelle non sono né anarchici, né pericolosi terroristi, né golpisti. Non si rifanno ad alcuna nefasta ideologia del passato, a differenza di tanti gruppi di estremisti ancora oggi attivi e tollerati dalle istituzioni. I simpatizzanti del Movimento sono cittadini che si sono stufati delle ruberie, delle menzogne e dei privilegi di una casta politica sempre più autoreferenziale e decadente. Non c’è niente di antipolitico nel criticare aspramente una classe dirigenziale che ha portato il paese al tracollo etico ed economico. Non c’è nulla di antipolitico nel sostenere che i partiti tradizionali, per come funzionano, e considerate le cronache, sono una sciagura. Non c’è nulla di antipolitico nel proporre un programma semplice, concreto e diverso, scostandosi dal “pensiero unico” di ABC.

Deve essere chiaro: il Movimento 5 Stelle può fare simpatia o meno. Il suo programma può essere considerato utile o dannoso. Può essere votato o no. Il Movimento 5 Stelle potrà rivelarsi un fenomeno effimero, oppure incidere sulla storia del nostro Paese. Ognuno ha naturalmente diritto di formarsi l’opinione che vuole e di esporla. Ma per favore: basta con questa insulsa e irritante retorica dell’antipolitica.

Roberto Castiglion, 32 anni, è il primo Sindaco del Movimento fondato da Grillo. E’ un ingegnere, si è laureato in Italia con 110 lode, lavora nel settore informatico. Davvero pensano di potere convincerci che è lui l’antipolitica, mentre il Dottor Renzo Bossi, Nicole Minetti,  i Calearo, i Lusi, i Penati, ecc. ecc. sono la politica con la “P” maiuscola? Suvvia, giornalisti, soloni e frequentatori a vario titolo dei salotti tv: usate argomenti più seri.

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