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Il nazismo di Hitler affascinò anche J.F. Kennedy, dichiarazioni shock nei diari segreti: “Il Führer una leggenda”

A photo taken on May 4, 1961 in WashingtAnche John Fitzgerald Kennedy, uno dei presidenti americani più amati nella storia rimasto ucciso in un agguato nel ’63 a Dallas, rimase affascinato dalla figura carismatica e dalle teorie di Hitler. A testimoniarlo alcuni diari dello stesso Kennedy ritrovati dallo storico tedesco Oliver Lubrich, che ha concentrato i suoi studi sulle grandi personalità che hanno viaggiato in Germania. Questi diari risalgono al 1937, quando Kennedy, ragazzo di vent’anni che stava conoscendo il mondo, viaggiò in Europa.

Mentre era a Milano JF annotò alcuni pensieri sul suo diario, e giunse alla conclusione che “il fascismo è la cosa giusta per la Germania e per l’Italia, il comunismo per la Russia e la democrazia per l’America e l’Inghilterra. Che sono i mali del fascismo al confronto del comunismo?”. La Germania e l’Italia erano due paesi usciti sconfitti dalla prima guerra mondiale e avevano bisogno del pugno di ferro per essere governate. L’America e l’Inghilterra erano paesi sufficientemente progrediti per poter essere governati dalla democrazia. Al contrario la Russia, nazione notevolmente arretrata, aveva bisogno del comunismo per poter progredire.

Qualche settimana più tardi, mentre stava attraversando la Germania, Kennedy annotò questi altri pensieri che rafforzano l’idea di una sua simpatia verso il nazismo: “Abbiamo risalito il Reno. É bellissimo, anche per i molti castelli lungo il percorso. Le città sono tutte deliziose, ciò che mostra come le razze nordiche sembrano essere certamente superiori a quelle romaniche”. Se la prima dichiarazione poteva avere una validità politicamente parlando, la seconda mostra già una propensione pericolosamente positiva verso la decantata superiorità ariana così fieramente sbandierata da Hitler.

Ma nel 1945, dopo il crollo del Terzo Reich, ancora altre annotazioni sul diario segreto di Kennedy, che allora aveva 28 anni, confermano l’ammirazione dell’ex presidente statunitense verso il Führer: “Chi ha visto questi luoghi può senz’altro immaginare come Hitler, dall’odio che adesso lo circonda, tra alcuni anni emergerà come una delle personalità più importanti che siano mai vissute. La sua ambizione sconfinata per il suo Paese ne ha fatto una minaccia per la pace nel mondo, ma lui aveva qualcosa di misterioso nel suo modo di vivere e nella sua maniera di morire, che gli sopravviverà e continuerà a crescere. Era fatto della stoffa con cui si fanno le leggende”.

Kennedy, che diventerà da lì a pochi anni un grande uomo politico ed un leader del suo paese, indubbiamente rimase affascinato dalla personalità carismatica e dall’alone quasi magico che ricopriva la leadership di Hitler. E così le teorie folli e deliranti di Hitler non solo convinsero l’intero popolo tedesco della sua bontà, ma addirittura ebbero una certa influenza su una personalità democratica e liberale quale Kennedy. Tuttavia JF  non esitò ad impugnare le armi e a combattere il nemico tedesco nel Pacifico, pur essendo stato riformato, nel corso della Seconda Guerra Mondiale.

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