Il record di Letta: pressione fiscale al 43,8%

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ITALY-POLITICS-GOVERNMENT-SENATE-LETTA-CRISISNoi lo abbiamo definito il Governo del ‘TASSARE’, altro che del Fare. E gli ultimi dati Istat, checché vada dicendo in TV il premier Enrico Letta, ci danno ragione: nel secondo trimestre del 2013 la pressione fiscale è salita al 43,8%, con un rialzo di 1,3 punti percentuali rispetto all’anno precedente e di 4,7 punti sul trimestre precedente. Gli italiani e le aziende del nostro Paese, dunque, sono sempre più strozzate dalle tasse che PD e PDL assieme continuano a imporre: nel frattempo, loro assumono gli amici degli amici con stipendi record presso le controllate dello Stato e aumentano ancora le uscite, che sono aumentate, in termini tendenziali, dello 0,3%.

“Le uscite correnti sono aumentate dello 0,7% (+1,8% al netto della spesa per interessi) – continua l’Istat -, mentre quelle in conto capitale sono diminuite del 5,6%”. Dato importane anche dall’IVA: nei primi 8 mesi del 2013 i contribuenti hanno versato -5,2% di IVA. Il dato era facilmente prevedibile, sia perché con il primo aumento dell’Iva sono calati i consumi, sia perché aumentando le tasse aumenta anche l’evasione. La botta finale verrà dato dal nuovo aumento dell’IVA al 22% di qualche giorno fa: nei dati dei prossimi mesi, calerà ancora l’introito per lo Stato a causa del calo ulteriore dei consumi delle famiglie e dell’aumento dell’evasione ‘da sopravvivenza’. La Grecia, purtroppo, è sempre più vicina.

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