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Ilva, quei soldi presi personalmente da Bersani e mai restituiti

Se l’Ilva di Taranto ha potuto distruggere l’ambiente e ammazzare centinaia di persone di tumore, è perché evidentemente – come sta accertando la magistratura – ha avuto coperture di ogni tipo. Destra, centro, sinistra, clero, giornalisti, sindacalisti venduti e funzionari corrotti sapevano che l’industria dell’acciaio inquinava, uccideva e non faceva praticamente nulla per bonificare.

I Riva, proprietari dell’Ilva, hanno incassato utili per 3 miliardi e mezzo di euro. Una cifra mostruosa, che vale quasi una manovra finanziaria e di cui ora non c’è traccia nei conti bancari. Potevano, anzi dovevano, impiegare parte di quella somma per adeguarsi alle normative sull’ambiente e non l’hanno fatto.

Sull’Ilva la posizione del Pd resta ambigua. Dice, il partito di Bersani, che bisogna riprendere a produrre acciaio per evitare disoccupazione di massa, ma occorre anche iniziare un’ingente opera di bonifica. Proprio questo è quello che dice di volere il governo, che di fatti sta approvando un Decreto Legge. Ma è possibile tornare a produrre subito – nonostante le decisioni contrarie della magistratura – e senza inquinare? A Taranto migliaia di persone stanno a ridosso dell’industria. Stanno tutto il giorno con le finestre chiuse per non fare entrare l’aria contaminata. I terreni agricoli sono ormai inutilizzabili, le acque del mare sono nere. Centinaia di bambini, operai e donne sono morti di tumore negli ultimi anni, altre persone sono gravemente ammalate. Come si può pensare di rendere subito non inquinante l’Ilva, dopo che per decenni non si è fatto nulla? Il dubbio è doveroso.

Invece non ci sono dubbi sul rapporto marcio che la politica ha avuto coi Riva. Basti pensare che questi finti imprenditori ottenere l’Ilva dallo Stato – c’era il governo Dini – a un prezzo ridicolo rispetto al reale valore di mercato. Ma i Riva hanno saputo essere riconoscenti verso la politica. Hanno finanziato le campagne elettorali di Forza Italia. E hanno dato soldi anche a Pierluigi Bersani. Nel 2006 l’attuale leader del Pd, allora diessino, incassò ben 98mila euro da Emilio Riva. Ma Bersani ha ricevuto anche 110mila euro da Federacciai, di cui anche l’Ilva fa parte (fonte: Il Fatto Quotidiano).

Per la legge è tutto lecito, ma è normale che un dirigente politico riceva denaro da industriali corrotti? Questi finanziamenti a quale scopo avvengono? E ancora: alla luce dei fatti scandalosi che sta accertando la magistratura di Taranto, Bersani non sente il bisogno di restituire quel denaro? Lo stesso discorso, ovviamente, vale per qualunque partito o dirigente politico abbia avuto soldi da certi ladri di vita definitivi “imprenditori”.

 

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