muos niscemi siciliaIn Italia la sensibilità ambientalista da parte di politica, sindacati, chiesa e altre istituzioni è sempre stata pari o prossima allo zero. Purtroppo, però, non siamo soli a farci del male. Il nostro paese ospita infatti decine di basi militari statunitensi, che provocano i loro “bei” danni al territorio. Chi pensava che con Obama gli Usa potessero diventare un paese più pacifico, era un povero illuso. Gli investimenti militari, infatti, col presidente “democratico” sono addirittura cresciuti rispetto all’era Bush.

In Sicilia, storica colonia americana (qui sbarcò l’esercito a stelle e strisce nel 1943), è in fase avanzata il programma MUOS. La sigla sta per Mobile User Objective System. Si tratta di un sistema militare tecnologicamente molto avanzato, che integrerà forze navali, aeree e terrestri in movimento in qualsiasi parte del mondo.


Il Muos è composto da tre trasmettitori parabolici basculanti dalle dimensioni di circa 20 metri ad altissima frequenza, 2 antenne elicoidali UHF per un totale di circa 2059 mq di cementificazione. Tre sistemi di questo tipo sono già presenti sul territorio americano, il quarto sorgerà a Niscemi, piccola cittadina della Sicilia Sud Orientale, la zona dove un tempo sorgeva la base militare di Comiso.

Secondo autorevoli indagini mediche, i campi elettromagnetici prodotti potrebbero interferire su qualunque apparecchiatura elettrica, quali by-pass, sedie a rotelle, pace-maker, anche a distanza di oltre 140 km: lo si evince da studi americani. Questa condizione comporterebbe “a lunga distanza” insorgenze tumorali agli organi riproduttivi e leucemie. Insomma, un’intera isola, la più grande del Mediterraneo, la Sicilia appunto, corre un rischio mostruoso.

Nonostante queste agghiaccianti informazioni, il governo italiano ha dato il suo ok all’opera, abbandonando al loro destino i cittadini di Niscemi. Cittadini che non sono soli: perché sono tutti i siciliani a non volere il Muos. Le firme già raccolte per dire no al Sistema militare americano sono decine di migliaia.

Le tv e i quotidiani nazionali, per ora, tacciono. Forse aspettano che passi la bufera Ilva per fare un po’ di disinformazione e propaganda anche sul Muos.

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