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Incendi, 47enne ustionato per salvare auto Trasportato d’urgenza al Centro ustionati

fuoco-nuovoLa Sicilia brucia da ieri e purtroppo la situazione sta diventando davvero insostenibile, diversi sono stati gli incendi scoppiati nella giornata di ieri che hanno messo in ginocchio la penisola, soprattutto nel palermitano dove i danni registrati a cose e persone sono piuttosto ingenti.

Un incendio purtroppo sarebbe divampato in via Regia Trazzera a Bagheria nel palermitano,le fiamme sono arrivate a minacciare i residenti del luogo; alcune villette a scopo precauzione sono state evacuate ed i residenti sono scesi nelle strade urlando e disperandosi convinti che le fiamme avrebbero portato via le loro case. Diverse le volanti di polizia intervenute per cercare di riportare la situazione alla normalità anche se purtroppo senza molto esito; grande preoccupazione soprattutto per un’abitazione dove era presente un grosso bombolone di gas e si temeva che la situazione potesse peggiorare.

Gravi disagi anche a Cefalù sempre nel palermitano dove gli incendi divampati nella mattinata di ieri hanno distrutto distese di terreno mandando in difficoltà e nello sconforto più totale gli agricoltori della zona; purtroppo sembra che la maggior parte degli incendi siano di natura dolosa e per questo motivo la Procura di Palermo ha fatto sapere di voler acquisire gli elementi raccolti dalle forze dell’ordine sugli incendi scoppiati per accertare se dietro i roghi cisia un piano criminale. Proprio riguardo la situazione di Cefalù che sembra la peggiore al momento, il commissariato della polizia di Stato diretto da Manfredi Borsellino ha chiesto l’intervento della scientifica; si presume che dietro a questi roghi vi sia un piano criminale per il semplice fatto che i focolai sarebbero scoppiati contemporaneamente in diversi posti tra loro anche piuttosto lontani.Il sindaco di Cefalù, Rosario Lapunzina, ha dichiarato che la situazione è purtroppo drammatica.

Le fiamme si sono dapprima sviluppate nella zona di Lascari e da lì, alimentate dal forte vento di scirocco, si sono via via estese fino alle spalle dell’Hotel Costa Verde (che è stato evacuato, ndr), e Mazzaforno, Capo Playa e rischiano adesso di raggiungere l’Hotel Santa Lucia, all’ingresso di Cefalù”, ha dichiarato il sindaco di Cefalù.Incendi anche a Palermo, e nello specifico nel quartiere di Vergine Maria dove le fiamme hanno raggiunto il quartiere di Vergine Maria, la zona di Partanna Mondello e sul lungomare Cristoforo Colombo nella zona dell’Addaura. Evacuate nella zona Acquasanta alcune palazzine ed una bambina di 9 anni è stata trasportata in ospedale a causa delle esalazioni. Il fumo è arrivato anche in città, dove nelle zone molto vicine a Montepellegrino ad esempio l’aria è diventata davvero irrespirabile. I vigili del fuoco hanno trascorso una giornata davvero infernale, con 300 interventi solo nelle ultime 24 ore, soprattutto nel territorio di Palermo, ma anche nelle provincie di Trapani, Messina ed Agrigento.

La Sicilia brucia. E fino a qua purtroppo niente di nuovo,visto che ogni anno montagne e colline dell’Isola non vengono risparmiate dalle fiamme. Il fatto che emerge, però, è che con il primo giorno di caldo torrido (oltre 40 gradi), puntuali sono arrivati gli incendi.Un’emergenza annunciata:da Palermo alla provincia di Messina, dai monti delle Madonie fino a Enna, Trapani e Agrigento, ieri si sono contati tantissimi roghi che hanno quasi messo in ginocchio Vigili del fuoco,Protezione civile e Forestale regionale. La situazione più grave nel Palermitano, con centinaia di chiamate e l’insufficienza cronica di autobotti. Che la Sicilia si sia fatta trovare impreparata è sotto gli occhi di tutti, nonostante la Regione vanti il numero più alto di forestali di tutta l’Italia: nell’isola lavorano,infatti,la bellezza di 23mila operai, rispetto a un totale nazionale di circa 70mila forestali.

Numeri da capogiro, se si tiene conto che la superficie boschiva siciliana è fra le più basse del Paese. E non è tutto, perché per stessa ammissione dell’assessore regionale all’Ambiente Maurizio Croce (poi da egli stesso smentita) «in Sicilia non c’è una regia in caso di incendi, per cui Protezione civile,vigili del fuoco e Corpo forestale operano senza raccordo e dè un problema serio, perché ognuno di questi operatori lavora su piattaforme informatiche diverse». Una fotografia allucinante, che di certo pone un problema politico, mentre per correre ai ripari e garantire un coordinamento dell’emergenza il capo della Protezione civile siciliana, Calogero Foti, ieri ha convocato vigili del fuoco e Corpo forestale. Pesano anche le parole di Crocetta, che all’Adnkronos ha detto: «Strana coincidenza che gli incendi siano iniziati esattamente 24 ore prima dall’avvio della campagna antincendio della Regione».

E così, mentre la politica siciliana s’interroga sulle responsabilità di un disastro annunciato, nell’isola si contano i danni,sperando che la situazione non si aggravi ulteriormente. In provincia di Messina, un vasto incendio ha interessato le colline fra Naso e Capo d’Orlando, con roghi anche a Sant’Agata di Militello. Chiuse per ore la statale 113 e le due autostrade siciliane,la A20 all’altezza di Buonfornello, in provincia di Palermo, e la A 29 che collega il capoluogo con Trapani e Mazara del Vallo.Chiuse anche le linee ferrate Palermo-Messina e Palermo-Catania. Nel Trapanese, incendi ad Alcamo e Castellammare del Golfo. Situazione drammatica pure a Cefalù, con i turisti evacuati da un albergo lambito dalle fiamme e con la sospensione delle attività di ambulatorio nel locale ospedale. Per non parlare di Palermo, dove Monte Pellegrino è stato interamente avvolto dal fuoco e in città per ore l’aria è divenuta irrespirabile. Insomma, un inferno.

Qual è il problema principale di Palermo? Il traffico naturalmente. E di chi è la colpa degli incendi che tutti gli anni chiazzano di nero ampie zone della Sicilia? Naturalmente dello scirocco. Ora è assolutamente chiaro che noi siciliani siamo i più bravi al mondo nella pratica  dell’autorazzismo. Vuol dire che nessuno è più bravo di noia parlare male della regione e dei suoi abitanti (tranne di noi stessi soprattutto se andati via da molto tempo).Ora il problema è questo: alla base (e non solo degli incendi) c’è la spacchiusaria che è molto meglio dello sborone bolognese e del bauscia milanese perché avendo a che fare con la virilità assume un significato che solo i nativi possiamo capire.

Infatti bisogna essere spacchiusi per entrare nell’elenco dei forestali: l’amico giusto, il parente che serve, il politico o il sindacalista di cui essere a disposizione. Altrimenti sei in disoccupato qualunque come tanti in Sicilia.Ma una volta entrato devi essere ancora più spacchiuso per restare. Perché i soldi sono finiti, l’opinione pubblica è infastidita e perché francamente 23mila operai forestali sono un po’ tanti. In Canada ci sono 4.200 rangers a vigilare 400mila km quadri di bosco. Per capire si segnala che tuttal’Italia è grande 301mila km quadri. Ora è certamente vero che nelQuebec non c’è lo scirocco come a Enna e a Caltanissetta.

Però francamente bisogna riconoscere che i forestali siciliani sono tanti e costano un botto (circa 450milioni l’anno). In più ci si è messa qualche Procura scoprendo che fra i forestali c’era qualche spacchiuso più eguale di altri (un boss, figli di boss, amici di boss). La Regione non se n’era mai accorta e continuava a pagare regolarmente. Così si correil rischio di restare fuori dalla graduatoria perchè è sempre più chiaro che questi operai non servono. Quale migliore spacchiusaria allora che una bella tanica di benzina per dimostrare che dei forestali non si può fare a meno. Nè ora, nè mai. E anche questo è colpa dello scirocco.

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