influenza: 200 mila italiani a letto, l’ISS rivela un ulteriore calo nell’utilizzo del vaccino

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Torna l’inverno e insieme al freddo anche l’influenza, che come ogni anno costringe a letto tantissimi italiani nei mesi che vanno da ottobre a marzo.
Quest’anno l’istituto l’ISS, istituto superiore della sanità, ha iniziato a monitorare tramite la rete influnet l’andamento dell’influenza 2015/2016 e ha rivelato che ad oggi sono quasi 200 mila gli italiani che hanno contratto l’influenza.

Secondo gli esperti, il picco influenzare sarà fra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio. Le categorie a rischio, come ogni anno, sono anziani e bambini. Quest’anno le vittime preferite dall’influenza sembrano essere proprio i bambini piccoli di età compresa fra 0 e 4 anni: si stima che l’incidenza in questa fascia di età sia di 2,61 casi ogni mille assistiti.

Il dottor Maurizio De Martino, direttore dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, rasserena però i genitori più apprensivi e dice di non preoccuparsi eccessivamente, attaccando la febbre con l’ausilio di antipiretici, prima fra tutti il paracetamolo.
L’esperto sostiene che la febbre sia la naturale reazione del corpo all’attacco di un virus; l’organismo, innalzando la propria temperatura media, riesce ad affrontare meglio la minaccia. Pertanto, quando la febbre non porta con se’ sintomi particolarmente dolorosi, è giusto che faccia il suo decorso.
Di fondamentale importanza è rivolgersi al medico curante: il problema dei farmaci come la tachipirina è che si tratta di medicinali da banco, acquistabili quindi senza la prescrizione medica. Deve essere sempre il medico curante a valutare quando è il caso di intervenire somministrando l’antipiretico – sempre per via orale – e a quali dosi. A differenza di quanto si pensi, l’abbassamento della temperatura mediato da farmaci può causare un allungamento dei tempi di guarigione dal virus.
influenza
Come ogni anno, con l’arrivo dell’influenza, si parla sempre di categorie a rischio: gli over 65, in particolare quelli con precedenti di malattie polmonari, sono i soggetti che più patiscono i rischi dei malanni invernali.

L’istituto superiore della sanità ha inoltre fatto il punto sulla situazione vaccini: nel 2015 abbiamo assistito ad un ulteriore calo delle vaccinazioni nella popolazione italiana. Un trend che da 5 anni è sempre più in negativo, come dimostrano pubblicati dall’ISS.
L’anno scorso la copertura è stata del 48% mentre nel 2013/2014 si attestava sui 55%. Un calo dovuto essenzialmente all’allarme lanciato dall’aifa, sotto segnalazione di alcuni medici, di lotti di vaccini corrotti, allarme rivelatosi poi infondato.

Quest’anno a determinare la poca fiducia degli italiani nel vaccino, non è solamente il timore che i vaccini siano dannosi, ma anche una bella stagione che si è protratta fino ai primi di novembre.
Il dottor Walter Ricciardi conferma però – come più volte ripetuto anche dal ministro Lorenzin – che i vaccini non sono dannosi per la salute, ma anzi in moltissimi casi si sono rivelati fondamentali ad evitare i rischi collaterali procurati dall’influenza, come malattie cardiovascolari negli anziani: conseguenze a volte letali.

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